"C'erano fumo e fiamme, ma nessuno ci diceva cosa fare"

Il racconto di Milena, insegnante valtellinese in pensione, che nei giorni scorsi era in vacanza a Rodi: "Quelli del nostro tour operator sono stati introvabili

La vacanza a Rodi ha rischiato seriamente di trasformarsi in un incubo per una coppia di valtellinesi, Milena, insegnante in pensione e il suo compagno, che sono stati costretti ad abbandonare in fretta e furia il loro resort a Rodi a causa degli incendi che stanno divorando una parte dell'isola.

"Siamo arrivati il 9 luglio e saremmo comunque dovuti tornare il 23, cioè ieri - racconta Milena - quindi alla fine non è andata poi tanto male, ma devo dire che questa esperienza ci ha segnati. Ti rendi davvero conto di cosa voglia dire vivere certe situazioni che magari prima hai visto solamente in tv. E, mentre la popolazione greca è stata davvero disponibile e gentile, il tour operator con cui abbiamo prenotato la vacanza ci ha abbandonato a noi stessi. Non si riusciva a parlare o a trovare nessuno che parlasse italiano, a parte altri turisti, e per questo ci siamo trovati in difficoltà".

"Già da mercoledì - ricorda Milena - abbiamo iniziato a vedere fumo in lontananza, dietro la montagna, fuliggine e cenere sul balcone del nostro resort e sui tavoli. Lo stesso giovedì, ma ci è stato detto di stare tranquilli, visto che l'incendio era lontano. Tutto questo fino a sabato: siamo andati a pranzo, ma attorno alle 13 il fumo si è fatto più intenso e il cielo è diventato nero. Il nostro resort era in collina, quindi siamo risaliti e abbiamo visto che il fumo e le fiamme erano molto più vicine a noi. Tutto questo senza che nessuno, nè dal resort, nè dal tour operator, ci avvisasse o ci preallertasse per una possibile evacuazione".

La vista dal resort di Milena

Il fumo e le fiamme si sono avvicinate pericolosamente al resort

La fuga

"Proprio mentre ci stavamo rendendo conto della situazione - continua Milena - è arrivata una ragazza che lavorava nel resort di corsa e ci ha detto di andare in camera, prendere al volo quello che riuscivamo e scappare. Ci è stata data una bottiglia d'acqua e un'asciugamano bagnata e siamo stati portati sulla spiaggia dove c'era già tantissima gente. I turisti stranieri sono stati aiutati dagli addetti dei tour operator con cui avevano prenotato la vacanza. Il personale del nostro tour operator, invece, è letteralmente sparito, siamo stati abbandonati a noi stessi e non c'era nessuno che parlava italiano e ci potesse dare indicazioni".

"Alla fine ci hanno fatto salire su una barca, il cielo era talmente nero che non si vedeva nulla - racconta sempre la donna valtellinese - e dopo un paio di chilometri siamo arrivati su un'altra spiaggia dove tutto era tranquillo. Infatti non sta bruciando tutta l'isola, ma solo una piccola parte, nel paesino dov'era il nostro resort. Anche sulla spiaggia, però non c'era nessuno che si desse indicazioni. Abbiamo aspettato un paio d'ore, poi dopo che tutti gli stranieri erano già stati fatti andare via, noi, in tutto 39 italiani, siamo stati caricati su un vecchio pullman militare e siamo arrivati quando ormai era buio in una palestra".

I turisti accampati in palestra

La nottata

"La popolazione greca è stata davvero gentile - conclude Milena -: ci hanno portato viveri, coperte, materassi, tutto quello che potesse servire. Abbiamo passato la notte in palestra, poi all'indomani siamo ripartiti, anche se abbiamo dovuto lasciare i bagagli nel resort e speriamo che ce li spediscano a casa presto. Devo dire che è stata un'esperienza di vita che ci ha anchea arricchito. La cosa più brutta è stata non sapere nulla ed essere un pò abbandonati a noi stessi, sia da parte del personale del resort sia da quello del tour operator".

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