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Venerdì, 27 Maggio 2022
No alla guerra

Anche Sondrio grida "No!" alla guerra in Ucraina

Varie associazioni del territorio hanno organizzato per sabato alle 18 un presidio in corso Vittorio Emaneule, davanti alla Prefettura

Dopo l'invasione russa dell'Ucraina, avvenuta poche ore fa, varie associazioni della provincia scendono in piazza per gridare il loro deciso "No" alla guerra e ribadire il loro appello affinché cessino le operazioni militari e venga nuovamente affermata la pace.

Il presidio

L'appuntamento è fissato per sabato alle 18 in via Vittorio Emanuele a Sondrio, davanti all'ingresso di palazzo Muzio, sede della Prefettura: si raduneranno gli esponenti delle associazioni e i cittadini che, per l'appunto, vorranno manifestare contro la guerra in Ucraina. Tra l'altro, proprio negli ultimi minuti, gli organizzatori del presidio hanno ricevuto dal prefetto di Sondrio Salvatore Rosario Pasquariello il via libera affinchè una loro delegazione sia ricevuta proprio negli uffici della Prefettura e possa consegnare all'esponente del Governo il documento realizzato proprio in occasione del presidio.

Il documento

"Siamo profondamente contrari a ogni nuova forma di guerra. La situazione che da anni è presente al confine con l'Ucraina si sta aggravando con l'intensificarsi di truppe Russe ai suoi confini. Il massiccio rifornimento di armi da parte di alcuni stati europei e dell’America all’Ucraina, è un’autentica follia che alimenta scenari di guerra nel cuore dell’Europa. Non è con l’allargamento della Nato all’Ucraina che si possono creare scenari di stabilizzazione e di pace. La presenza di uno stato “cuscinetto” neutrale ai confini con la Russia, come l’Ucraina, è fondamentale per garantire una stabilità ed evitare scenari di guerra. Una neutralità che va preservata e rafforzata con accordi politici e anche economici. L’invasione dell’Ucraina da parte della Russia porterebbe alla conseguenza di una guerra devastante per tutto il mondo, non solo in Europa. - si legge nell'appello preparato dalle associazioni già la scorsa settimana e che ora, ovviamente, andrà aggiornato visti gli eventi delle ultime ore - A pagarne le conseguenze sarebbe, per primo, il popolo ucraino con una catastrofe umanitaria di gigantesche proporzioni. La comunità internazionale deve prendere subito un’iniziativa per fermare i venti di guerra ai confini con l’Ucraina. Le Istituzioni europee, in particolare il Parlamento europeo e la Commissione europea, si facciano subito promotori di un’iniziativa politico e diplomatica per una soluzione del conflitto".

"L’ONU ritorni ad esercitare una funzione di pace. Il Governo italiano prenda una posizione ferma sul tentativo d’allargamento della Nato e sul clima belligerante che la Russia da anni ha nei confronti dell’Ucraina. Facciamo nostri agli appelli per la pace di Papa Francesco, della Cei e di tutti i movimenti per la pace italiani ed europei; "Non c'è più posto per le armi nella storia dell'umanità!".  È responsabilità di tutti, a cominciare dalle sedi politiche e istituzionali, scongiurare il ricorso alle armi. - si chiude il documento - L’articolo 11 della nostra Costituzione demanda all’intera nazione il ripudio della guerra. Un ripudio che deve vedere tutte le coscienze coinvolte in una grande operazione di PACE. Chiediamo ai cittadini, alle donne, a tutte le forze della società civile, all’associazionismo, ai partiti politici, alle organizzazioni sindacali dei lavoratori e datoriali di partecipare al presidio per la pace in Ucraina".  

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