Materiali inerti, rocce da scavo, plastiche e ferro nella discarica abusiva fuori Sondrio: denunciati 8 imprenditori

Proficua l'indagine della Compagnia della Guardia di Finanza di Sondrio con un sistema di video sorveglianza, foto-trappole, georadar e droni

Immagine d'archivio

La Compagnia della Guardia di Finanza di Sondrio, al termine di una complessa e articolata attività di indagine denominata "Pollution", ha sottoposto a sequestro un’area di circa 11mila metri quadri adibita a discarica nell’hinterland sondriese.

Le attività di Polizia Giudiziaria dirette dal Pubblico Ministero Stefano Latorre, hanno permesso di denunciare 8 imprenditori per violazioni del Testo Unico dell’Ambiente.

I finanzieri, durante le indagini, hanno messo in atto una precipua attività info-investigativa tramite un sistema di video sorveglianza e foto trappole, georadar e droni, oltre ad appostamenti finalizzati al controllo dell’area interessata, che hanno consentito l’individuazione sia degli automezzi utilizzati per il trasporto dei materiali di scarto che dei soggetti fruitori della discarica, nonché la quantificazione e la qualificazione dei rifiuti.

La cava, gestita da un imprenditore valtellinese, era priva di qualsiasi autorizzazione e nella stessa venivano effettuati sversamenti di materiali inerti, terre e rocce da scavo, plastiche, ferro e altri materiali, considerati dalla normativa vigente rifiuti pericolosi.

Nel periodo interessato dalle indagini (settembre 2018 – febbraio 2020), presso la “discarica” è stato conferito un quantitativo di rifiuti pari a 396 tonnellate.

Le Fiamme Gialle sono state coadiuvate da tecnici dell’Arpa che hanno effettuato il campionamento dei cumuli di materiali sversati e delle acque sorgive presenti all’interno dell’area annessa alla discarica, anch’esso interessato dai conferimenti con reale pericolo di inquinamento della falda acquifera.

Le successive analisi chimiche hanno accertato il superamento della soglia di contaminazione previsto dalla normativa vigente per i materiali pericolosi.

È stata, infatti, appurata la presenza di idrocarburi, arsenico e cromo esavalente nel terreno incriminato. In alcuni casi è stato rilevato che il valore di queste sostanze nocive fosse ben tre volte superiore alla soglia di contaminazione prevista.

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La procura, su richiesta si Arpa Lombardia e della Provincia di Sondrio ha autorizzato la procedura di bonifica del sito inquinato nonché la diffida dei responsabili della contaminazione.

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