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Foto della pagina Fb Rugby Sondrio

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Luciano Gorla eletto "Sportivo Sondriese"

L’impegno, la correttezza e la serietà che l’hanno contraddistinto sia nell’ambiente sportivo sia nella vita di tutti i giorni, sono stati sicuramente un grande esempio

Come è ormai consuetudine, anche quest’anno, il Comune di Sondrio si appresta a celebrare la consegna del riconoscimento 'Lo Sportivo Sondriese'.

"Era il 1988 quando l’allora Amministrazione della nostra Città - ha spiegato l'assessore Omobono Meneghini - sentì il dovere di tributare pubblicamente la dovuta gratitudine a chi si fosse impegnato, a vario titolo, per la promozione e la diffusione dello sport nella nostra comunità. Dalla data della prima edizione sono trascorsi già ventisei anni e sono stati premiati numerosi concittadini che nell’ambito del mondo dello sport si sono distinti per impegno e costanza, eppure, l’elenco dei candidati meritevoli di un simile riconoscimento, per nostra fortuna, non accenna ad esaurirsi. Anzi, il rischio che si corre, per svariati motivi, è di dimenticarne di altrettanto meritevoli, che lavorano nell’ombra, senza ambizioni personali se non la soddisfazione di veder realizzato un progetto, che non irrompono alla ribalta delle cronache con risultati eclatanti, che con il proprio impegno fanno sì che il movimento sportivo locale sia in grado di offrire la possibilità, a tutti noi, di praticare ognuno la propria disciplina preferita".

“… viene assegnato quale attestazione di stima e gratitudine da parte dell’Amministrazione comunale di Sondrio nei confronti di cittadini, senza distinzione di età o sesso, che abbiano conseguito particolari benemerenze nell’attività sportiva sia a livello sociale, amatoriale o agonistico, che rivestano ruoli di responsabilità a qualsiasi livello, tecnico, dirigenziale, organizzativo o economico, in società o associazioni sportive, che abbiano contribuito alla promozione ed alla conoscenza della pratica sportiva anche attraverso i canali di informazione, che si siano distinti in gesti di “fair play” e che abbiano comunque sempre posto il rispetto delle regole del “fair play” sportivo alla base della propria filosofia di comportamento ….” Queste poche parole riassumono lo spirito con cui i componenti della commissione esaminatrice, per l’Amministrazione Comunale il Presidente della IV Commissione dott. Salvatore Ambrosi e per la stampa sportiva i giornalisti Paolo Valenti, Fulvio D’Eri, Beppe Viola e Andrea Scala, hanno valutato i profili dei candidati per l’assegnazione di questo riconoscimento, semplice ma di grande valore simbolico. In realtà, la passione per lo sport è ben radicata nella nostra comunità, e grazie alla sensibilità dimostrata dalle Amministrazioni che negli anni si sono succedute alla guida della città, Sondrio può offrire ai propri cittadini e non solo ad essi, impianti e attrezzature di buon livello, spesso all’avanguardia; ma non è sempre stato così. Se la pratica sportiva, ai giorni nostri, è ritenuta, a ragione, un sostegno fondamentale per una sana crescita dei giovani e valido supporto per il mantenimento di un livello psico-fisico di qualità per tutte le generazioni, in anni che ormai sembrano appartenere ad un tempo assai remoto, non era così scontato. Ci sono stati anni in cui fare sport e soprattutto promuoverne la sua diffusione voleva dire muoversi alla stregua di pionieri, affidandosi alla propria inventiva e a quello spirito di intraprendenza tipico di chi è mosso da vera passione, disposto ad affrontare difficoltà non solo logistiche ma anche culturali. Lo Sport, quello con la “S” maiuscola, è proprio la casa per eccellenza delle passioni, dove la fatica fisica e l’impegno, le delusioni e le gioie, le rivalità e le amicizie non vengono ripagate in denaro ma dalla consapevolezza di essere riusciti a confrontarsi con i propri limiti e con le proprie debolezze e, forse, di aver contribuito affinché anche altri abbiano potuto fare altrettanto. Lo Sportivo Sondriese che ci apprestiamo a premiare, ha vissuto “sul campo e sulla propria pelle” molti di questi cambiamenti, tanto da diventare il degno rappresentante di uno dei fenomeni sportivi più interessanti, di Sondrio e non solo. Proprio come insegnano le discipline di squadra, se il lavoro e l’impegno di ogni singolo componente è fondamentale per il raggiungimento degli obiettivi, è solamente l’unione e la condivisione degli intenti che rendono possibile il raggiungimento della meta. E mai definizione, come in questo caso, fu più appropriata: la meta.

Nato a Sondrio il 29 aprile 1974, quando frequenta la 3^ elementare, come spesso accade, convinto da un amico partecipa al suo primo allenamento di rugby, nelle fila della Polisportiva Montagna e, appunto come spesso accade, quell’amico non seguirà il medesimo percorso. Forse è proprio perché contagiato dalla passione dei suoi primi allenatori, Franco Baldini e Eugenio Formolli, forse è perché a volte le cose accadono come se fossimo predestinati, dopo quel primo allenamento ne seguiranno molti altri. Ma veramente molti. Dal 1986 al 1993 giocherà nel settore giovanile della Sondrio Sportiva Rugby, settore per molti anni guidato da un altro grande appassionato del rugby locale, quel Mauro Ortelli che successivamente diventerà tecnico del settore giovanile della nazionale. Già nel settore giovanile si fa notare non solo per le doti ma anche per l’impegno e per la serietà, tanto che, all’età di soli 17 anni, il tecnico argentino che siede sulla panchina della prima squadra, Manuel Ferrari, lo convoca per la sua prima partita in serie B, e questo non è che l’inizio di una carriera invidiabile, che lo vedrà, tra l’altro, convocato nelle rappresentative delle Nazionali giovanili. Nel 1993, con la nazionale U19 affronterà il forte Galles e, l’anno successivo, nel 1994, con la rappresentativa U21 l’altrettanto forte nazionale della Scozia. Il 1995 lo vedrà abbandonare la sua storica società per approdare nelle Fiamme Oro per disputare il campionato di serie A. Dalle Fiamme Oro passerà al Rugby Roma e con questa società affronterà l’European Rugby Cup, avendo modo di confrontarsi con le migliori squadre di rugby europee, esperienza che potrà rivivere anche con la maglia del Rugby Parma. In questi anni ha anche modo di mettersi in evidenza in un’altra specialità del rugby, quello a 7, tanto che viene convocato diverse volte a disputare incontri con la rappresentativa nazionale. Finalmente, nel 2005, rientra a Sondrio ed anche grazie alla sua esperienza maturata negli anni precedenti, la squadra locale riesce a riguadagnare la categoria cadetta dopo quasi un decennio. Appese le scarpe da giocatore al classico chiodo, nel 2007 decide di non sprecare quanto imparato calcando personalmente i campi di mezza Europa e quanto appreso frequentando i corsi del CONI di preparatore atletico e così, il ragazzino che si avvicinava al rugby grazie alle insistenze di un amico, diventa tecnico del Rugby Sondrio, dal 2007 ad oggi.

L’impegno, la correttezza e la serietà che l’hanno contraddistinto sia nell’ambiente sportivo sia nella vita di tutti i giorni, sono stati sicuramente un grande esempio per i tanti giocatori che hanno avuto la fortuna di averlo al fianco durante le partite oppure in panchina in qualità di tecnico, ed è proprio per sottolineare l’importanza della correttezza dei propri comportamenti e la capacità di trasmettere valori positivi che questa sera consegniamo il più alto riconoscimento che la nostra Città possa conferire ad un vero sportivo, Lo Sportivo Sondriese, e lo consegniamo nella speranza che questo simbolo possa rappresentare uno sprone a continuare nel proprio impegno a beneficio delle nuove generazioni, della nostra comunità e del nostro futuro.

Luciano Gorla, Lo Sportivo Sondriese 2017.

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