L'ultimo saluto a Mistura, morta in culla a neanche 5 mesi

Una celebrazione di rispetto, silenzio e commozione presieduta dal salesiano don Giacinto Panfilo

La piccola bara bianca di Mistura

È stato dato a Sondrio l'ultimo saluto alla piccola Mistura, morta in culla a soli 5 mesi di vita. Una tragica morte che ha scosso l’intera comunità valtellinese, e non solo, riunitasi in preghiera per sostenere i genitori della piccola, Helly e Abdul Rasaki, vittime, inoltre, di alcune offese a sfondo razzista ricevute mentre si trovavano al Pronto Soccorso cittadino proprio per salvare la loro figlia.

A presiedere il rito, una Liturgia della Parola, senza la Messa, visto che Mistura non aveva ancora ricevuto il sacramento del Battesimo, è stato don Giacinto Panfilo, direttore dell’Istituto salesiano di Sondrio. Una celebrazione di rispetto, silenzio e commozione svoltasi presso la chiesa di San Rocco.

L'omelia di don Giacinto

Dicevo, all’inizio della celebrazione, che la Parola di Dio che è stata proclamata nelle letture ci deve guidare e accompagnare come persone e come comunità di credenti a sentire viva in mezzo a noi la presenza del Signore ed a condividere il dolore, lo strazio e le lacrime dei genitori e di tutte le persone che hanno cara Mistura e che solo pochi mesi fa avevano gioito per il suo natale.

La prima lettura ci ricorda che Dio è il Signore della Vita e che per questo sconfiggerà la morte per sempre perché per Lui “mille anni sono come un giorno solo” e per questo, aggiunge il salmista, “aiutaci a contare i nostri giorni e giungeremo alla Sapienza del cuore”. Così il Signore Gesù si fa vicino ed è presente per asciugare le lacrime sui nostri volti, perché non è un Dio insensibile, e ci chiede di non essere insensibili a chi è nel lutto, nel dolore e nel pianto.

Facciamo nostra l’implorazione del salmo 24 che è stato proclamato tra le due letture: “allarga il mio cuore angosciato e liberami dal tormento degli affanni”. Nel Vangelo poi è Gesù stesso che si parla perché Lui è la Parola che si fa Carne, è vita, è Amore che si offre, che si dona, che si fa Natale. Accettiamo con umiltà, fede e fiducia quanto ci dice oggi attraverso il soffio di vita di Mistura: “venite a me voi tutti che siete oppressi, affaticati e stanchi ed io vi darò ristoro e consolazione. Prendete il mio giogo sopra di voi ed imparate da me che sono mite ed umile di cuore e troverete la pace per la vostra vita”.

Cari fratelli e sorelle, anche noi facciamoci discepoli sinceri di Gesù Maestro e collaboriamo con Lui a gettare semi di amore, bontà e pace. Preghiamo perché accolga Mistura tra i suoi angeli che ci annunciano e donano la gioia del Natale».

Dopo la celebrazione la piccola bara bianca di Mistura è stata seppellita presso il cimitero di Sondrio.

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