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Frana di Gallivaggio... e ora?

I danni al Santuario della Madre della Misericordia, alle strutture limitrofe, alla strada statale ed al suo ponte, a seguito del primo possibile sopralluogo aereo, sono prossimi allo zero

Quella di ieri è certamente una giornata che sarà ricordata nel tempo.
Alle ore 16.34 dal versante di Gallivaggio si è staccata una quantità di materiale stimabile in oltre 5.000 metri cubi che è franata violentemente a valle.

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Nei giorni scorsi i dati raccolti dal monitoraggio della frana avevano annunciato un imminente crollo e per questo motivo erano state assunte nuove più precauzionali determinazioni.
I danni al Santuario della Madre della Misericordia, alle strutture limitrofe, alla strada statale ed al suo ponte, a seguito del primo possibile sopralluogo aereo, sono prossimi allo zero. 
Il vallo paramassi realizzato a monte del santuario ha svolto pienamente la sua funzione di contenimento raccogliendo gran parte del materiale staccatosi dalla montagna. 


"Quanto accaduto - commentano in una nota congiunta le autorità locali - conferma che le scelte, a volte non comprese o molto criticate, assunte dagli amministratori erano fondate su solide basi tecniche e scientifiche, che sulla sicurezza non si scherza e non si può dare nulla al caso".

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E ora?
La situazione di elevata criticità ed emergenza non cambia. 
Purtroppo a valle è scesa solo una parte del materiale in movimento, restano blocchi importanti instabili che dovranno essere legati o demoliti per poi procedere con le opere di disgaggio. 
Per questo motivo  si procederà alla riattivazione del sistema di monitoraggio ed alla valutazione di quali interventi ora occorre realizzare. Non sarà un tempo breve, si tratta di un lavoro complesso, pericoloso e di altissima specializzazione. Sono in campo le migliori forze ed il massimo impegno.

"Intanto proseguiremo nell'iter necessario alla realizzazione del bypass provvisorio stradale quale via alternativa nel caso di ulteriore prolungata chiusura della strada statale: ieri è stato approvato il progetto esecutivo (realizzato in 10 giorni), martedì prossimo è convocata la conferenza di servizi decisoria al fine dell'ottenimento di tutti i pareri. Ora tocca a Roma, per il riconoscimento dello STATO DI EMERGENZA da parte del consiglio dei Ministri che potrà presto far vedere il via all'opera che richiede 30/40 giorni di lavoro per la sua realizzazione.
La Valle Spluga è in ginocchio,  si è aperta una nuova fase, prevista ed attesa nelle scelte degli amministratori. Il percorso non è finito. al più presto dobbiamo dare il via ai lavori che necessiteranno per uscire da questa drammatica situazione di emergenza".

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"Occorre cercare - concludono - di fare ciascuno la sua parte, con lucidità e massimo impegno, rimanendo uniti cercando di dare fiducia ed aiuto a chi ha una responsabilità e sta lavorando da giorni con il massimo impegno.

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