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Servizio Idrico Integrato, "Ci risulta l'emissione di fatture errate"

Il Comitato coordinamento acqua pubblica della provincia di Sondrio denuncia alcune problematiche

Riceviamo e pubblichiamo integralmente il comunicato a firma del Comitato coordinamento acqua pubblica della provincia di Sondrio relativo ad alcune problematiche realtive alla fatturazione del Servizio Idrico Integrato emesse da S.EC.AM.

Ecco il comunicato

"Un’altra massiccia ondata di fatture sta pervenendo in questi giorni agli utenti del Servizio Idrico Integrato, ovvero la gestione di acqua potabile, fognatura e depurazione.

Ci risulta l’EMISSIONE DI FATTURE ERRATE, molto spesso causate dall’ errata applicazione del metodo pro-die (ovvero il consumo stimato sulla scorta del reale consumo medio) a far data dalla domanda di posa del contatore. Consigliamo, prima di effettuare i pagamenti, di procedere verificando la congruità del periodo utilizzato da S.EC.AMcome base di calcolo (periodi di pochi giorni o di pochi mesi non vanno bene!) ed eventualmente chiedere l’annullamento della fattura e la riemissione delle fatture per semestri fino al 30.06.2017.

Dopo i reclami dell’ex deputata Lucia Codurelli, il comune di Teglio si è attivato ed ha ottenuto da S.EC.AM. delle proroghe sulle date di scadenza dei pagamenti. Non capiamo per quale motivo questa facilitazione non sia stata estesa a tutti i Comuni della provincia. In ogni caso, tali proroghe sono state applicate a coloro che hanno l’addebito in banca ma non a coloro che hanno la domiciliazione postale. S.EC.AM. ha fatto sapere che il suo Consiglio di Amministrazione ha deliberato che :
- fatture relative ad un periodo di competenza di 24 mesi si pagheranno in 3 rate;
- fatture relative ad un periodo di competenza di 18 mesi si pagheranno in 2 rate;
- fatture relative ad un periodo di competenza di 12 mesi si pagano in 1 rata.

Tutto ciò riguarda gli importi superiori a 72,00 Euro. Non capiamo perchè un utente, non raggiungendo l’importo deciso da SECAM, dovrebbe pagare in un’unica rata una fattura di 12mesi.

Ci chiediamo inoltre se il Consiglio di amministrazione di S.EC.AM. possa superare le disposizioni dell’Ufficio d’Ambito. La deliberazione è in ogni caso difforme da quanto previsto dalla Carta della Qualità dei servizi secondo la quale SECAM ha l’obbligo di fatturare almeno ogni 6 mesi e di fatturare dopo aver effettuato lei stessa in prima istanza le letture. Se non rispettasse i termini previsti dovrebbe corrispondere, a richiesta, un indennizzo a ciascun utente di € 30 da scontare sulla fattura. Ciò che non sta avvenendo, perché SECAM ha chiesto ed ottenuto dall’autority una deroga, scaduta però il 30.06.2017.

Alcune fatture sono state emesse a consumo “zero” o di un metro cubo anche dove è già stato installato il contatore o dove la richiesta di installazione è stata fatta da molti mesi. Permangono le perplessità anche sugli 80 € per pratiche amministrative perchè nella convenzione di affidamento (allegato 4 DISCIPLINARE TECNICO) tale spesa sembrerebbe riferita alla realizzazione di allacci idrici e fognari e non alla posa di contatori su utenze già allaggiate. A fronte di questi disservizi e nonostante le centinaia di segnalazioni e reclami le associazioni in difesa dei consumatori della provincia di Sondrio non sembra vogliano farsi carico di queste tematiche, nonostante abbiano costituito con SECAM i "tavoli di conciliazione".

Siamo in attesa degli esiti del Ricorso al TARpresentato dalla Confconsumatori di Parma. Dalle notizie pervenuteci da questa associazione pare che SECAM:
- sostenga di operare nel pieno rispetto della Carta della qualità dei servizi semplicemente perchè sino ad ora l’Autority non ha rilevato alcuna manchevolezza dalle sue deliberazioni
- esprima delle riserve sui motivi per i quali la Confconsumatori di Parma,allorquando le associazioni locali se ne sono disinteressate, si sia interessata alle istanze dei Valtellinesi (come se non fosse evidentissimo il malcontento diffuso legato alla gestione del SII).

Restiamo sconcertati nel rilevare una tale forma di ostilità, da parte di chi amministra un bene pubblico, atteggiamento questo cheha indotto i cittadini a doversi “difendere” rivolgendosi ai tribunali. Restiamo oltremodo delusi anche nel constatare come i denari dei contribuenti vengano spesi per rilanciare l’immagine del Gestore su intere pagine dei periodici locali o per sostenere le spese legali che in una normale gestione non avrebbero ragione di esistere, visto che, comunque vadano le cose, il conto da pagare spetterà sempre a chi paga le bollette/fatture. Da cittadini ci chiediamo se questo modo di agire sia prerogativa di una buona amministrazione che ha a cuore il bene di chi rappresenta".
 

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