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Esercenti truffati nel tiranese, i Carabinieri: "Fate attenzione"

L’ignoto truffatore ha contattato telefonicamente la vittima prescelta, titolare di licenza Sisal per ricarica di carte prepagate, per il gioco del Superenalotto e per altri servizi

Truffa ai danni di almeno un esercente che opera con Sisal a Tirano, un'altra tentata ma non riuscita. 

“Nella giornata di ieri, primo maggio – spiegano dalla Compagnia carabinieri di Tirano - sono state effettuate due truffe telefoniche a carattere elettronico, una consumata e una tentata, in danno di due distinte attività commerciali. L’ignoto truffatore, da un numero telefonico di rete mobile, ha contattato telefonicamente la vittima prescelta, titolare di licenza Sisal per ricarica di carte prepagate, per il gioco del Superenalotto e per altri servizi. Il truffatore, che in entrambi i casi registrati aveva voce maschile e inflessione del nord Italia, si è finto un tecnico incaricato dalla Sisal per l’aggiornamento del software applicativo di poste-pay e ha guidato la sua vittima nell’effettuazione di alcuni passaggi di aggiornamento del citato programma, dimostrandosi competente conoscitore del sistema.

Nel corso del simulato aggiornamento, dopo aver abilmente carpito la fiducia della sua vittima, il truffatore ha invitato il commerciante ad accedere alla maschera delle ricariche bancarie poste-pay, fornendogli dei codici da inserire nel campo degli importi, rassicurandolo circa il fatto che queste ricariche simulate non scalano nessuna somma di denaro, ma che hanno l’unica finalità di aggiornare il sistema operativo. Per rendere più verosimile il raggiro e dissipare sul nascere eventuali sospetti che sarebbero potuto insorgere nella vittima, il truffatore l'ha avvisata che avrebbe ricevuto un messaggio whatsapp dalla Sisal, con ulteriori indicazioni per l’aggiornamento del sistema”.

Un messaggio da un altro numero, con l'immagine della Sisal nel profilo, che ha convinto le vittime della correttezza della procedura. A questo punto è stato un gioco da ragazzi convincere l'esercente a effettuare una ricarica di poco meno di mille euro, più e più volte.

I carabinieri indagano e lanciano l'allarme: non fidatevi.

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