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Lunedì, 3 Ottobre 2022
Cronaca

Guerra in Ucraina, già 460 profughi presi in carico da Ats della Montagna

I primi dati relativi alla gestione sanitaria di chi scappa dalla guerra

A poco più di un mese dall’inizio del conflitto in Ucraina, anche Ats della Montagna ha attivato un protocollo per la gestione sanitaria dei cittadini in fuga dalla guerra. Sono stati, infatti, avviati i percorsi interaziendali per l’iscrizione al Servizio Sanitario Regionale e/o il rilascio del codice STP (Straniero Temporaneamente Presente), per l’esecuzione del tampone e per la valutazione dello stato vaccinale sia per il covid-19 che per le altre vaccinazioni, in particolare quelle dell’infanzia ed adolescenza.

Ats della Montagna ha organizzato gli ambulatori per la visita medica di screening, collegati agli altri servizi erogati dalle ASST del territorio, anche grazie alla preziosa collaborazione di Medici di Medicina Generale e Pediatri di Famiglia che si sono messi a disposizione a titolo non oneroso.  Le prime visite sono state effettuate a partire dal 9 marzo.

Nelle prime settimane di operatività sono stati presi in carico presso l’ambulatorio dedicato 460 profughi, 258 nel distretto Valtellina e Alto Lario e 202 nel distretto Vallecamonica.
I minorenni sono 230 (50%) mentre i maggiorenni sono prevalentemente donne (297 donne e 33 uomini). Al momento la maggior parte dei cittadini ucraini, 339, sono ospitati presso parenti e amici, 90, invece, le persone accolte presso strutture identificate da enti del terzo settore. E’ stata attivata l’accoglienza anche da parte di una struttura prefettizia a Edolo.

I soggetti che hanno ricevuto almeno una dose di vaccino anticovid sono 163. Tutti i cittadini giunti in Italia hanno eseguito un tampone e sono stati riscontrati 6 casi di positività, prontamente gestiti secondo le norme vigenti.  Ats della Montagna sta monitorando il processo e, in stretta collaborazione con le due ASST di riferimento, sta implementando soluzioni per garantire la presa in carico dei cittadini ucraini al fine di garantirne l’assistenza e le eventuali cure, attuando tutte le azioni di prevenzione finalizzate a tutelare la loro salute così come quella della collettività.

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