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grido inutile

Il valtellinese che ha cercato di fermare le due donne morte contromano

"Fermatevi, fermatevi". Inutili i tentativi di avvisare madre e figlia dell'errore sulla SS36. Il racconto

Sene Aida e Lueve Maimouna si sarebbero potute salvare. Se avessero ascoltato le urla degli automobilisti e gli incessanti clacson delle auto in transito lungo la corsia nord della SS36 "del Lago di Como e dello Spluga", le due donne tragicamente morte in galleria perchè contromano avrebbero potuto scongiurare l'errore e salvarsi la vita.

A raccontarlo con non poco rammarico è un imprenditore di Mantello, tra i primi ad accorgersi del fatale sbaglio di madre e figlia. "Mi trovavo in galleria quando l'auto che mi aveva da poco superato ha improvvisamente frenato, attivando le quattro frecce di posizione. Pensando ad un incidente ho immediatamente fatto la stessa cosa, fermando completamente la mia auto a pochi metri dal mezzo che mi precedeva. È stato in quell'istante che ho visto la macchina delle due donne fare retromarcia in una piazzola e attraversare la carreggiata per ripartire contromano".

"Fermatevi, fermatevi"

"Vedendole partire ho abbassato il finestrino e ho gridato: 'Fermatevi, fermatevi'. Ci siamo anche guardati in faccia ma purtroppo hanno proseguito, nonostante tutte le auto dietro di me suonassero il clacson in continuazione. A quel punto, essendo vicino alla fine del tunnel, mi sono messo in marcia per avvisare quanto prima la polizia stradale", racconta il valtellinese.

Una chiamata purtroppo inutile. Le due donne di origine senegalese hanno incontrato la morte scontrandosi frontalmente con un'Audi condotta da un 47enne brianzolo. Resta l'amarezza per chi ha cercato di aiutarle senza riuscirci. "Continuo a pensare a cosa sarebbe successo se mi avessero dato retta. Forse si sarebbero accorte dell'errore...".

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