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Cronaca Chiavenna

Capodanno, Chiavenna vieta i fuochi d'artificio

Clima secco e temperature alte riportano alla memoria l'incendio del 2017. Troppi pericoli: l'ordinanza del sindaco

Chiavenna vieta i fuochi d'artificio e lo fa con un'ordinanza. "Un provvedimento contingibile e urgente che assicuri l’incolumità dei cittadini, degli animali e prevenga il rischio di gravi incendi, nonché contenga il fenomeno della concentrazione in atmosfera di agenti inquinanti con particolare riferimento al PM10" si legge nel documento ufficiale emanato dal sindaco, Luca Della Bitta. Svariate le motivazioni che hanno spinto l'Amministrazione alla misura restrittiva: il forte rumore, il possibile inquinamento provocato dai botti e, soprattutto, la delicata condizione meteo, caratterizzata da caldo anomalo, fuori stagione, e siccità.

"È diffusa la consuetudine di celebrare la fine dell’anno e l’inizio del nuovo con il lancio e lo sparo di fuochi artificiali, petardi, razzi e simili artifici pirotecnici ma tale situazione potrebbe causare gravi danni alle persone. Il fragore e il fumo prodotti dall’utilizzo dei suddetti artifici esplodenti possono sfociare negli animali domestici e non, dotati di estrema sensibilità uditiva, in comportamenti anomali che possono essere fonti di pericolo per l’incolumità degli animali stessi oltre che delle persone, anche sotto il profilo igienico-sanitario. L’uso incontrollato di fuochi pirotecnici potrebbe essere causa di gravi incendi, come quello sviluppatosi l’1 gennaio 2017 che ha interessato una vastissima area boschiva nei territori comunali di San Giacomo Filippo e Chiavenna e che ha provocato danni ingentissimi" si legge nell'ordinanza sindacale.

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Foto - L'incendio sopra Chiavenna nel 2017

Ogni forma di fuoco d'artificio è vietata a Chiavenna: "Per i motivi in premessa e fino a revoca vi è il divieto assoluto di accendere e utilizzare fuochi d’artificio e simili (come petardi, razzi, lanterne cinesi, ecc.). L’inosservanza delle disposizioni verrà perseguita ai sensi delle disposizioni vigenti in materia, con sanzioni amministrative e/o penali. Fatto salvo il deferimento dei trasgressori alla competente Autorità Giudiziaria, le violazioni alle disposizioni contenute nella presente ordinanza sono punite con la sanzione da euro 25,00 a Euro 500,00 ai sensi dell’art. 7 bis del D.Lgs. 267/2000".

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