Capo ultrà dell'Inter in Valtellina per vedere la partita Sondrio-Seregno nonostante due daspo: denunciato

Andrea Beretta era già stato arresto dopo il derby della Madonnina dello scorso 9 febbraio per motivi analoghi

Il luogo di ritrovo della tifoseria dell'Inter sotto la Curva Nord

Gli Agenti della Digos della Questura di Sondrio hanno denunciato per violazione del divieto di accedere a manifestazioni sportive Andrea Beretta, classe ’75, residente a Pioltello, in provincia di Milano, in quanto si è recato a Sondrio per assistere all’incontro di calcio valevole per il campionato interregionale di serie D Sondrio- Seregno disputatosi lo scorso 15 dicembre.

Ultras dell’Inter, noto alle forze dell’ordine per reati in materia di stupefacenti e per contro la persona, era sottoposto al divieto di assistere alle manifestazioni sportive con due diversi provvedimenti di Daspo emessi dal Questore di Milano, rispettivamente nel 2017 e nel 2018.

Il tifoso è stato riconosciuto dagli agenti della Digos della Questura di Sondrio grazie alla collaborazione della Digos della Questura di Milano.

Beretta è stato immortalato dagli operatori del Gabinetto Provinciale di Polizia Scientifica della Questura e ripreso mentre con alcuni supporter provenienti da fuori provincia si recava allo stadio del Sondrio Calcio per assistere all’incontro tra la squadra di casa e quella del Seregno.

Il 45enne era stato successivamente arrestato dagli Agenti della Questura di Milano il 10 febbraio scorso perché presente nei pressi dello stadio San Siro nella serata del 9 febbraio durante il derby di calcio tra Milan e Inter.

La presenza al Baretto

La sera del derby - vinto dall'Inter per 4-2 -, Beretta non ha resistito al "richiamo" ed è tornato fuori dal Baretto, luogo di ritrovo della tifoseria calda nerazzurra, nonostante fosse obbligato a stare lontano dallo stadio nelle tre ore precedenti e successive alle partite della Beneamata. 

Prima della gara era anche andato in commissariato per tenere fede all'obbligo di firma, dovuto proprio ai Daspo, ma poi si sarebbe presentato davanti al locale accanto al varco 1 che negli anni è diventata la casa degli ultras interisti. 

Gli scontri pre derby

Gli agenti della Digos lo hanno riconosciuto chiaramente analizzando i filmati sui momenti di tensione registrati prima del derby, quando circa 200 tifosi avevano lanciato bottiglie di vetro e petardi contro le forze dell'ordine, che alla fine avevano reagito con una carica

Quella sera era finito in manette un ragazzo di 28 anni. Il giovane - un tifoso del Nizza, curva storicamente gemellata con la Nord, tanto che era presente anche al tragico Inter-Napoli della morte di Daniele Belardinelli - deve rispondere dell'accusa di resistenza a pubblico ufficiale e per lui lunedì è scattato un Daspo di tre anni valido in tutti i paesi dell'Unione Europea. 

Arrestato al lavoro

Per Beretta - che anni fa era stato condannato per aver picchiato e accoltellato un ghanese al grido di "negro di mer..." -, sono invece scattate le manette per violazione agli obblighi imposti dal Daspo. I poliziotti della Digos sono certi che fosse al Baretto, e quindi al Meazza, due ore prima dei tafferugli - "esplosi" verso le 19.30 - e pochi attimi dopo. Non è chiara, invece, la sua partecipazione agli scontri.

Gli agenti lo hanno fermato mentre si trovava sul suo posto di lavoro e lo hanno arrestato con lo strumento della "flagranza differita", che consente la cattura entro 48 ore dai fatti a seguito dell'analisi delle immagini. 

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L'ultrà è stato processato per direttissima: il giudice aveva convalidato l'arresto senza, però, disporre misure cautelari. 

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