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Gli effetti del maltempo

La tromba d'aria di ieri ha messo a terra i meleti del tiranese

Davvero ingenti i danni, ancora in fase di quantificazione. Il presidente di Coldiretti Sondrio Silvia Marchesini: "Vento forte e grandine sono i nemici numero uno delle coltivazioni"

Centinaia di alberi di mele abbattuti dal vento, con danni ancora in via di quantificazione ma comunque molto ingenti: è lo strascico che si lascia alle spalle la violenta ondata di maltempo che si è abbattuta ieri sul nord Lombardia, investendo in pieno anche la provincia di Sondrio con pioggia e vento forte che hanno causato anche disagi pesanti alla viabilità di Valtellina e Valchiavenna. Le trombe d’aria abbattutesi nel Ttranese (in particolare a Lovero, dove sono andate distrutte anche le piante di un vivaio) hanno sradicato intere file di alberi nei meleti: il maltempo, come precisa la Coldiretti di Sondrio, ha colpito a macchia di leopardo con violenti temporali, trombe d’aria, allagamenti e grandine l’intera provincia.

Danni vivaio-2

Negli ultimi dieci giorni si sono verificati in Lombardia oltre 70 eventi estremi tra grandinate e nubifragi. È quanto emerge dall’analisi della Coldiretti regionale sulla base dell’European Severe Weather Database (Eswd) in occasione dell’ondata di maltempo che ha interessato diverse zone del territorio, dalla Valtellina alla provincia di Varese (dove sono stati investiti, in particolare,  il nord della provincia e le valli del Verbano, con danni alle colture agricole) fino al bresciano, dove chicchi di grandine hanno provocato danni al mais a sud del capoluogo e in alcuni centri vicini.

"Gli ultimi episodi, che arrivano in una stagione segnata da una drammatica siccità, - afferma la Coldiretti provinciale - confermano il moltiplicarsi degli eventi estremi che fanno soffrire l’agricoltura lombarda e italiana, con un conto che a livello nazionale raggiunge i 14 miliardi di euro di danni in un decennio, tra perdite della produzione nazionale e danni alle strutture e alle infrastrutture.

Siamo di fronte - sottolinea ancora Coldiretti Sondrio - ad un'evidente tendenza alla tropicalizzazione con una più elevata frequenza di manifestazioni violente, sfasamenti stagionali, precipitazioni brevi ed intense ed il rapido passaggio dal caldo al maltempo: “Le trombe d’aria e la caduta della grandine nelle campagne sono i fenomeni più temuti e dannosi in questa fase stagionale, per le perdite irreversibili che provoca alle coltivazioni - commenta Silvia Marchesini, presidente di Coldiretti Sondrio. - Si tratta di eventi che si ripetono sempre con maggiore frequenza, ma a cambiare è anche la dimensione dei chicchi che risulta essere aumentata considerevolmente negli ultimi anni con la caduta di veri e propri blocchi di ghiaccio anche più grandi di una palla da tennis”.

Per essere di sollievo - conclude Coldiretti Sondrio - la pioggia deve durare a lungo, cadere in maniera costante e non troppo intensa, mentre i forti temporali, soprattutto con precipitazioni violente provocano danni. In campo ci sono riso, mais, soia, ma anche le coltivazioni di altri cereali e foraggi per l’alimentazione degli animali, oltre che gli ortaggi e la frutta, importanti per assicurare la produzione di cibo Made in Italy sulle tavole degli italiani in un momento peraltro difficile a causa della guerra in Ucraina e dei rincari.

Meleti abbattuti nel Tiranese-2

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