Camion con cronotachigrafo manomesso: denunciati tre valtellinesi

Controllo difficile, solo la tenacia degli agenti ha avuto la meglio sulla complessità delle operazioni di indagine

Nella notte tra il martedì 12 e mercoledì 13 novembre il personale della Sezione Polizia Stradale di Lecco, unitamente al personale della Sezione di Sondrio ed all’Ispettorato del Lavoro della medesima provincia, ha effettuato un servizio mirato alla repressione del cosiddetto abusivismo commerciale, consistito nella verifica delle autorizzazioni amministrative delle imprese di trasporto merci conto terzi, operanti sul territorio nazionale, nonché del parco veicolare in dotazione.

Nel corso delle operazioni è stata individuata un’impresa di autotrasporti conto terzi, con sede legale in provincia di Bergamo e operativa nel Sondriese, le cui verifiche amministrative sono state demandate all’Ispettorato Nazionale del Lavoro del capoluogo valtellinese. Gli autocarri utilizzati per il trasporto e rintracciati sono stati in totale tre, tutti intestati all’azienda oggetto di controllo: sono stati sottoposti a ispezione di polizia stradale mentre stavano percorrendo la Statale 36, in direzione di Milano, in prossimità delle località di Mandello del Lario e Lierna.

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Nonostante due mezzi fossero in regola, uno di questi ha suscitato la curiosità degli agenti che, utilizzando la strumentazione in dotazione, denominata Police Controller (un computer portatile al cui interno è installato un software di analisi), ha verificato il funzionamento del cosiddetto cronotachigrafo. Si tratta di una sorta di scatola nera che memorizza i dati concernenti le ore di guida, la velocità del veicolo, nonché i riposi giornalieri e settimanali dell’autista.

Tutte queste informazioni sono registrate affinché si possa verificare il rispetto della disciplina cosiddetta “sociale”, contenuta nel Reg. CE 561/2006, norma atta a garantire la sicurezza della circolazione di tali veicoli, poiché impone rigorosamente agli autisti, a titolo esemplificativo, il massimo numero di ore di guida, la durata ed il numero di riposi necessari, al fine di assicurare quella reattività e prontezza d’obbligo nella conduzione.

Cronotachigrafo alterato: decisivo l'uso del Police Controller

Durante l’esame del dispositivo cronotachigrafico, il Police Controller ha evidenziato che sul sistema installato sull’autocarro vi erano alcune anomalie, in particolare quella relativa ai dati di calibrazione. Inoltre, lo sviluppo degli altri dati memorizzati ha permesso di accertare che sul veicolo, immatricolato per la prima volta nell’anno 2007, nel maggio dell’anno in corso era stato installato un nuovo cronotachigrafo.

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La presenza di troppe incoerenze ha portato alla decisione di controllare il mezzo presso un’autofficina e verificare l’intero impianto installato sul veicolo, ciò al fine di ricercare eventuali manomissioni o alterazioni. La tenacia e determinazione degli agenti hanno avuto la meglio sulla complessità delle operazioni di controllo, tanto che dopo un accurato smontaggio sono stati rinvenuti, nel sottotetto del mezzo pesante, una centralina fraudolenta posizionata sul cablaggio del sistema cronotachigrafo, utilizzata per influenzare i segnali provenienti dal sensore kitas nel cambio.

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Il complesso dispositivo elettronico causava un’interferenza elettrica nel cronotachigrafo, capace di provocare l’annullamento totale o parziale della registrazione dell’attività di guida, il tutto per mezzo di un telecomando funzionante via onde radio.

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