C'è il primo caso di coronavirus in Valposchiavo, il contagiato frequenta le scuole comunali

In Svizzera le scuole restano aperte perché «la chiusura comporterebbe un maggiore mescolamento delle generazioni, fatto che attualmente si vuole evitare il più possibile, per tutelare i gruppi a rischio»

Anche in Valposchiavo c'è un contagio da coronavirus. A darne notizia, nella giornata di mercoledì 11 marzo 2020, la direzione scolastica delle Scuole comunali di Poschiavo con una circolare indirizzata ai tutti i genitori degli scolari.

Non è chiaro il numero preciso delle persone contagiate ma, diversamente dall'Italia, la Conferazione Svizzera ed il Canton del Grigioni hanno deciso di non chiudere le scuole perchè «le chiusure delle scuole comportano un maggiore mescolamento delle generazioni, fatto che attualmente si vuole evitare il più possibile, per tutelare i gruppi a rischio».

Ecco di seguito la circolare diramata ai genitori di Poschiavo:

Prendiamo spunto dalla lettera inviata oggi alle autorità scolastiche comunali da parte del Capo del Dipartimento dell’Educazione Dr. Jon Domenic Parolini che raccomanda vivamente di non chiudere le scuole, nemmeno quelle per giovani adulti, apprendisti o studenti. Sovente le chiusure delle scuole comportano un maggiore mescolamento delle generazioni, fatto che attualmente si vuole evitare il più possibile, per tutelare i gruppi a rischio.

Vi comunichiamo che la scuola è attualmente confrontata con un caso di COVID-19. Dopo aver sentito il parere del medico cantonale e dei medici regionali, vi comunichiamo quanto segue:

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  • I bambini, gli adolescenti e gli insegnanti che sono risultati positivi rimangono in isolamento a casa
  • Altri bambini, adolescenti e insegnanti vanno a scuola o lavorano come al solito.
  • Sono previste misure di quarantena solo per quelle persone che vivono nella stessa casa o hanno una relazione intima con una persona che ha un’infezione confermata in laboratorio. Rientrano in questa categoria i familiari di bambini, adolescenti e insegnanti che sono risultati positivi, ma non i loro compagni di classe o colleghi.

Rinnoviamo nuovamente l’invito ad attenersi alle indicazioni di comportamento emanate dall’Ufficio federale della sanità pubblica.

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