Domenica, 13 Giugno 2021
Cronaca

Coronavirus: sono 1.520 i lombardi risultati positivi, tra loro un neonato di 20 giorni

Dall'inizio dell'emergenza i deceduti sono arrivati a quota 55. I dati sono stati resi noti dall'assessore al Welfare della Lombardia, Giulio Gallera

Sanità pubblica, sanità privata, oltre a medici e infermieri in forza all'esercito. Tutti insieme per combattere il coronavirus. E la Regione sta lavorando sia sul fronte del contenimento dei contagi, sia per impedire che il sistema sanitario lombardo vada in affanno. Nel frattempo in Lombardia sono saliti a 1.520 i pazienti positivi al coronavirus, 698 si trovano in ospedale e 167 in terapia intensiva. 461, invece, si trova in isolamento domiciliare, mentre i deceduti sono arrivati a quota 55. I dati sono stati resi noti nel pomeriggio di martedì 3 marzo dall'assessore al Welfare della Lombardia, Giulio Gallera.

Coronavirus, positivo anche un bambino

Tra i nuovi casi di Coronavirus in Lombardia c'è anche una neonato ricoverato all'ospedale di Bergamo che è "risultato positivo" al test del Coronavirus" e "non è intubato", ha spiegato il presidente dell'Istituto Superiore di Sanità, Silvio Brusaferro, in conferenza stampa dalla Protezione Civile.

"Era già in un percorso assistenziale post nascita che viene considerato normale rispetto alle condizioni cliniche", ha aggiunto.

Coronavirus, la Lombardia aumenta i posti in terapia intensiva

"La patologia sta incrementando in maniera costante e su questo fronte stiamo lavorando molto", ha sottolineato Gallera spiegando che la Regione, anche grazie alle strutture private, ha creato nuovi posti nelle terapie intensive.

In totale la Lombardia ha predisposto 827 posti e di questi "220 sono riservati alle emergenze da Coronavirus — ha precisato l'assessore —. Abbiamo ancora un buon margine anche perché stiamo predisponendo altri posti che verranno via via pronti tra alcuni giorni".

Emergenza Coronavirus, arrivano nuovi medici e infermieri

Entro la metà di marzo Regione Lombardia potrà contare su "350 nuovi neolaureati infermieri" che saranno "immessi mediatamente all'interno dei nostri ospedali". Lo ha annunciato l'assessore al Welfare Gallera durante la conferenza stampa di martedì pomeriggio in cui ha fatto il punto sulla situazione Coronavirus. "Nel frattempo sta partendo anche il reclutamento dalle strutture private e su coloro che erano in quiescenza, cioè medici e infermieri ormai in pensione", ha spiegato Gallera.

Neolaureati e medici in pensione, ma anche membri della sanità militare: "Abbiamo ricevuto una telefonata del ministro Guerini che mi comunicava che nei prossimi giorni saranno disponibili 14 medici e 20 infermieri della Sanità Militare che nell'arco di 10 giorni saliranno a 20 medici e 20 infermieri".

Coronavirus, la Regione: "Lombardia è tutta zona rossa, servono misure per le imprese"

Un pacchetto di interventi per risollevare l'economia lombarda. È quanto presenterà nella giornata di mercoledì 4 marzo la giunta guidata da Attilio Fontana durante la conferenza con parti sociali, Regioni e governo.

"Il primo punto è quello di utilizzare il modello del Ponte Morandi, cioè riconoscendo attraverso un commissario, alle imprese colpite, un sostegno per il mancato guadagno o per le disdette" in base a una serie di parametri che abbiamo concordato. Lo ha detto il vice presidente della Regione Fabrizio Sala (assessore per la Ricerca, Innovazione,Università, Export e Internazionalizzazione) durante la conferenza stampa a Palazzo Lombardia. "La seconda questione", ha aggiunto "è che vogliamo che si consideri la Lomabardia tutta zona rossa economica".

Coronavirus, le scuole cinesi donano un bancale di mascherine e guanti

Nella giornata di martedì 3 marzo l'unione generali delle scuole cinesi in Italia ha regalato alla Regione 30mila guanti monouso, 600 mascherine FFP3 e 400 tute protettive. Il bancale con gli articoli è stato recapitato direttamente a Palazzo Lombardia.

Il primario del Sacco: "Non abbiamo certezze su farmaci in grado di funzionare direttamente contro il virus"

"Dal punto di vista della gestione dell’epidemia, io credo che si possa tenere. Dal punto di vista della cura in condizioni ottimali dei pazienti più colpiti – attenzione la cura in larga misura è una terapia di supporto, non abbiamo certezze su farmaci in grado di funzionare direttamente contro il virus - ecco, sul fatto di garantire la migliore assistenza possibile dal punto di vista supportivo alle persone che ne hanno bisogno, ahimè siamo già quasi alla frutta. Soprattutto in alcuni ospedali, in alcune aree della Lombardia, dove l’impegno è molto forte". Così Massimo Galli, docente di malattie infettive e primario dell’ospedale Sacco di Milano che nel pomeriggio di martedì 3 marzo è intervento a Radio1 in viva voce.

I nuovi caschi Cpap

Per non aggravare la situazione di pazienti con un quadro clinico non particolarmente complesso e non ancora ricoverati in terapia intensiva, Gallera ha annunciato l’acquisto di ‘CPAP’ (Continuous Positive Airway Pressure), che aiutano i pazienti a respirare. "Secondo gli esperti - ha spiegato - i pazienti colpiti da Coronavirus possono avere bisogno di assistenza respiratoria, ma non per forza di un ricovero in terapia intensiva". Nei Cpap viene indotto ossigeno così da aiutare i pazienti a respirare senza che si spostino dalla Pneumologia.

Gallera ha anche spiegato che i presìdi di Lodi, Seriate e Crema, stanno diventando ospedali “a vocazione Coronavirus”. “Sono i primi a farsi carico - ha detto - dei pazienti malati, ma probabilmente se ne aggiungeranno altri. Saranno quelli che dedicano e ‘trasformano’ i reparti di Medicina in Pneumologie e si fanno carico di pazienti meno complessi e che iniziano utilizzare i 'Cpap'". Rispondendo alle domande sull’ospedale di Crema, gallera ha detto che “è uno di quelli più sotto pressione, ma sta reagendo nel modo migliore. Possiamo quindi tranquillizzare sulla capacità di quell'ospedale di fare il proprio lavoro nel modo migliore grazie anche ai medici che stanno arrivando da altri ospedali”.

Si parla di
Sullo stesso argomento

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Coronavirus: sono 1.520 i lombardi risultati positivi, tra loro un neonato di 20 giorni

SondrioToday è in caricamento