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Domenica, 3 Luglio 2022
in Valcamonica

Laura Ziliani, prima soffocata con un sacchetto poi strozzata

Dopo le confessioni delle figlie e di Mirto Milani sono emersi particolari shock dell'omicidio

L'avrebbero dapprima stordita con un ansiolitico sciolto in una tisana, aspettando poi che si addormentasse. A quel punto avrebbero cercato di soffocarla con un sacchetto in testa, stretto con una fettuccia di velcro, ma – visto che non riuscivano a stringere a sufficenza il nodo – Mirko Milani e la sua fidanzata Silvia avrebbero deciso di finirla a mani nude, strangolandola, venendo infine aiutati da Paola (l'altra figlia) a caricare il cadavere nell'auto prima di abbandonarlo in un bosco vicino a casa.

Sarebbe questa la terribile dinamica dell'omicidio di Laura Ziliani, avvenuto a Temù il 7 maggio dello scorso anno, emersa dalla confessione delle due figlie (Silvia Zani, la maggiore, e Paola) e dal fidanzato della più grande. É inoltre emerso che avevano già provato ad ucciderla, sempre nello stesso modo, tre settimane prima (il 16 aprile) ma l'ansiolitico quel giorno non fece effetto. Sembra che a 'guidare' il progetto criminale sia stata la figlia maggiore, che avrebbe inoltre procurato la sostanza per stordirla.

All'origine dell'omicidio, secondo quanto raccontato dalle figlie, ci sarebbe un rapporto familiare divenuto per loro insostenibile: pare che la mamma le trattasse come delle fallite, rinfacciando loro di non aver mai realizzato nulla nella vita. Mentre Mirko Milani avrebbe sostenuto che la sua decisione di prendere parte al piano delittuoso sia stata dettata dall'amore per Silvia (il ragazzo si trova ora al Civile, piantonato dalle forze dell'ordine, a seguito di un crollo emotivo). Entrambi i due moventi non convincono gli inquirenti, secondo i quali i tre giovani avevano progettato di uccidere Laura Ziliani, per mettere le mani sulle sue rendite e sui suoi soldi.

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