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Miracolo di Natale

"La Pina? Me l'ha riportata un Angelo"

L'incredibile storia del cane smarrito quattro mesi fa in Valdidentro e ritrovato a Natale raccontata dal suo padrone Antonio Schiavone

Ha commosso l'intera Valtellina e non solo la notizia, arrivata nella serata di Natale, del ritrovamento di Pina, cane smarritosi lo scorso 4 settembre nei boschi di Cima Piazzi. A rendere concreto questo miracolo Angelo Fachin, componente del Soccorso Alpino della Guardia di Finanza di Bormio che ha avvistato l'esemplare di maremmano sul Bernina, in territorio svizzero ed è riuscito a portarlo con sé e la moglie Francesca, avvisando poi il proprietario Antonio Schiavone e la sua famiglia.

"Un angelo, davvero, di nome e di fatto - racconta proprio Antonio Schiavone -: ho ricevuto questa chiamata, la sera di Natale alle 21,30 da un numero sconosciuto ed era Angelo che mi diceva di aver ritrovato la Pina. Ho chiesto qualche dettaglio: il collare in plastica, la macchia e tutto corrispondeva. Angelo e la moglie tornavano da una visita alla figlia e hanno visto il cane lungo la Statale: non so perchè, ma la sera, la Pina lasciava spesso i boschi e si avventurava lungo le strade. Probabilmente anche altri l'avevano vista, senza però riconoscerla o fermarsi. Angelo per fortuna l'ha fatto, l'ha inseguita ed è riuscita a prenderla e portarla con sé a Isolaccia. Io sono partito subito dopo aver ricevuto la telefonata, in due ore e mezza sono arrivato da Milano e all'1 l'ho riportata a casa".

"Ora La Pina è un pò debilitata, pelle e ossa, la metà di quella che era quattro mesi fa. Ha bisogno di buon cibo, di caldo e un pò di coccole, ma ha già riconosciuto tutti i "suoi posti" in casa. Devo dire grazie ad Angelo e alla moglie, ma anche all'intera comunità locale che si è adoperata nelle ricerche e ci è stata vicina. Ora l'abbiamo davvero nel cuore e speriamo di rivederla in circostanze più gioiose".

La scomparsa

La Pina era scappata lo scorso 4 settembre nei boschi di Cima Piazzi: "Stavamo caricando la macchina per tornare a Milano - spiega sempre Antonio Schiavone - dove abitiamo e il cane è riuscita a sguinzagliarsi e a scappare. E' stata subito molto fortunata perchè, nell'attraversare la strada è stata sfiorata da un pullmann, poi, nonostante io gli sia corso dietro, tempo cinque minuti ed è sparita nei boschi".

"Per noi è stato un duro colpo, visto che amiamo molto gli animali e siamo molto sensibili da questo punto di vista - prosegue il padrone di Pina -: avevamo organizzato il weekend in Valdidentro per festeggiare il compleanno di mia moglie e anche per "testare" la Pina dopo due anni dalla sua adozione. L'abbiamo adottata da un canile del centro Italia dopo aver perso un altro esemplare di femmina che avevamo insieme a un altro Terranova maschio che è ancora con noi. La Pina aveva già sette anni e veniva da un passato difficile, di randagismo e maltrattamenti. Per questo è sempre stata piuttosto paurosa e diffidente: il weekend, però, era andato bene, visto che avevamo affittato una casa con un piccolo giardino e lei si era trovata bene. Aveva sofferto, probabilmente perchè non era abituata, solamente il viaggio in macchina da Milano: quindi, visto che forse aveva capito di dover risalire in macchina e forse richiamata dagli spazi aperti della natura, è scappata proprio poco prima di ripartire".

Le ricerche

Da quel momento sono partite le ricerche: Antonio Schiavone è rimasto alcuni fiorni nei pressi di Cima Piazzi, fermandosi nel parcheggio ogni sera con la speranza che la Pina tornasse indietro; sono stati affissi volantini in tutte le località da Le Prese a Livigno; è partito il tam-tam sui social e per le ricerche proprio Schiavone ha utilizzato anche un drone e un monopattino che usa per muoversi a Milano, per percorrere più velocemente i sentieri dell'Alta Valle dopo aver ricevuto le preziose indicazioni dei cacciatori, dei residenti, dei cercatori di funghi e della polizia forestale. Un'intera comunità, insomma, che si è mobilitata per trovare Pina.

E' stato anche richiesto l'aiuto di Debora Baraldo ("una persona speciale - vuole sottolineare Antonio Schiavone), specializzata nella ricerca di animali domestici smarriti che risiede nel padovano, ma grazie anche alla generosità dei residenti è stata ospitata in Alta Valle aiutando nelle ricerche.

"E - ha evidenziato Schiavone - fino al 18 ottobre ricevevamo una segnalazione a settimana: la Pina è stata individuata grazie ad alcune telecamere nella zona di Arnoga e ogni settimana andavo lì. Poi, proprio il 18 ottobre una ragazza l'ha vista all'imbocco della Val Viola e ha provato a prenderla. Allora sono tornato ancora in valle, stavolta anche con il nostro altro cane, nella speranza che il suo odore potesse aiutare ad attirarla, ma niente. E da allora le segnalazioni sono finite".

E così con l'arrivo del freddo e della neve e senza segnalazioni, "non dico - prosegue Antonio Schiavone - che ci eravamo rassegnati, visto che avevamo continuato con il tam tam sui social, però sapevamo che sarebbe stato difficile. E anche il nostro Natale era stato un pò particolare". Finchè, alle 21,30 non è suonato il telefono con la notizia che un Angelo aveva ritrovato La Pina.  

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