L'abbraccio di Sondrio a Meriton e Gabriel

Oltre 600 persone alla camminata organizzata per ricordare i due giovani travolti dal treno a Berbenno: il video

È nella spontanea umanità degli amici che il ricordo di Meriton e Gabriel, i 15enni tragicamente morti travolti da un treno alla stazione di Berbenno domenica scorsa, si è innalzato al cielo, come i palloncini bianchi lanciati per l'ultimo addio nel buio della sera. È per le strade di Sondrio che la commozione di una città si è sciolta in un applauso. A ricordare i due ragazzini e stringersi alle loro famiglie nel tardo pomeriggio di ieri, venerdì 17 marzo, erano oltre 600 le persone. Amici, parenti, insegnanti, amministratori, cittadini attenti che non hanno voluto far mancare la loro testimonianza di affetto.

La camminata organizzata dagli amici, resa possibile dai City Angels e dagli operatori del progetto "La Nuova Piastra", con il sostegno delle forze dell'ordine e dell'Amministrazione comunale, ha preso avvio dal pattinodromo del quartiere sud-ovest del capoluogo. Un lungo corteo, a tratti scomposto come lo sono gli adolescenti, capitanato da tre grandi striscioni, si è quindi snodato nei luoghi più cari ai due giovanissimi: la scuola media "Sassi", il campus scolastico con l'istituto "De Simoni", la stazione ferroviaria, la Garberia.

Il corteo in ricordo di Meriton e Gabriel-2

Davanti al Comune la processione si è fermata per osservare un minuto di silenzio. Insieme ai sindaci di Sondrio e Berbenno di Valtellina, Marco Scaramellini e Valerio Fumasoni, schierati davanti all'ingresso di palazzo Pretorio, i manifestanti si sono disposti in un grande cerchio, testimonianza delicata di un abbraccio comunitario a chi in questo momento non c'è più. Dopo esser transitato davanti alla scuola "Torelli" il corteo ha quindi fatto ritorno al punto di partenza, per un ultimo momento di raccoglimento.

Il primo a prendere la parola è stato il fratello maggiore di Gabriel. Con la voce rotta dalle lacrime ha trovato la forza per ringraziare la comunità sondriese per l'affetto e la vicinanza dimostrata in queste giornate nere. Anche la comunità kosovara, in rappresentanza della famiglia di Meriton, ha voluto dire grazie alla comunità valtellinese e all'Italia. A seguire è stato il momento degli amici. Potersi esprimere pubblicamente, con in mano un microfono, è parso liberatorio. E poco importa se qualche giovane si è limitato a ringraziare i presenti. C'era bisogno di esternare, di condividere un lutto che rimarrà per sempre macchia indelebile sul cuore perché, come recitavano gli striscioni esposti per le vie della città, "Meri e Gabri non vi dimentico".

Gli striscioni per Meriton e Gabriel-2

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