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fuori dal carcere

Accolta la richiesta: Baby Gang torna libero

Il tribunale del Riesame di Milano ha scarcerato il celebre trapper residente a Sondrio

Il trapper Baby Gang non deve più restare in carcere. A deciderlo il Tribunale del Riesame di Milano che ha accolto l'istanza del suo avvocato Niccolò Vecchioni, il quale aveva contestato alcune lacune nelle indagini che avevano portato al suo arresto per rapina.

Rapine violente: e se i rapper di San Siro non fossero colpevoli?

Di conseguenza, è stata annullata l'ordinanza cautelare a carico del cantante, all'anagrafe Zaccaria Mouhib, 20 anni, che era finito in manette, come anche il trapper e amico Neima Ezza, con l'accusa di rapina. Baby Gang, in carcere a San Vittore dallo scorso 19 gennaio, torna quindi libero.

Il difensore del 20enne davanti ai magistrati aveva sottolineato come il provvedimento che aveva portato al suo arresto derivasse da "analisi probatoria lacunosa", che comprendeva "errori" nel riconoscimento fotografico da parte delle presunte vittime. Nello specifico Baby, formalmente residente da tempo a Sondrio, era stato riconosciuto da un amico del ragazzo 21enne che lo scorso 12 luglio a Vignate era stato rapinato di circa 130 euro in contanti e auricolari AirPods.

Prima dell'arresto, per Mouhib era già stata chiesta la sorveglianza speciale. Nei mesi scorsi, inoltre, era stato 'daspato' da Milano, dalla Romagna e da Lecco. Rivolgendosi ai suoi fan, il rapper si è sempre professato innocente, parlando di accanimento nei suoi confronti da parte delle forze dell'ordine e sottolineando come vista la stabilità economica raggiunta grazie a tre contratti musicali con una major discografica non avesse bisogno di rubare. Baby inoltre aveva sostenuto come, al momento della rapina avvenuta nel Milanese che gli veniva contestata, lui si trovasse in viaggio verso Riccione.

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