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Baby gang nega la rapina davanti al giudice: "Quella sera ero a Riccione"

Per il trapper le accuse sono infondate. Durante l'interrogatorio di garanzia il suo legale ha chiesto la scarcerazione

Sarebbe stato in viaggio verso Riccione nel momento in cui veniva commessa la rapina. Per questo l'avvocato di Baby Gang, il rapper milanese finito in carcere due giorni fa in un'inchiesta su una serie di rapine, ha chiesto la scarcerazione del suo assistito durante l'interrogatorio di garanzia che si è svolto nella giornata di sabato 22 gennaio davanti al gip di Milano Manuela Scudieri.

Non solo, non ci sarebbero elementi che dimostrerebbero che il 20enne fosse sul luogo del delitto quando veniva compiuto il reato. Anche attraverso i dati delle celle telefoniche agli atti dell'indagine, ha chiarito la difesa, si evince solo che Zaccaria Mouhib era a Vignate alle 13.38 e dunque "ben 7 ore prima della rapina".

L'avvocato Niccolò Vecchioni, nel dettaglio, ha spiegato che Mouhib era stato a pranzo di un amico e poi quella sera si è spostato verso la Romagna. Non solo, davanti al giudice il ragazzo ha detto di aver "cambiato vita" e questo grazie alla raggiunta "stabilità" economica, frutto di tre contratti musicali con una major discografica. In pratica il rapper ha detto di non essere più la stessa persona che viveva di reati, come le rapine, anche perché non ne ha più "bisogno".

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