Cronaca

Volontari ai domiciliari, avvocato contro la Croce Rossa: «Vicenda che andava gestita in altra maniera»

L'attacco di Francesco Romualdi, difensore di uno dei due giovani arrestati: «Si è preferito procedere penalmente, lasciare che il ragazzo per mesi perseverasse nei suoi errori e aggravasse la sua situazione, lo si è seguito, monitorato ed intercettato e si è lasciato che ripetesse le condotte sbagliate così da poterlo far arrestare, esporlo al pubblico ludibrio e rovinargli la vita»

La sede della Croce Rossa Italiana di Sondrio (Foto di Dario Martinelli)

«Ho letto il comunicato diramato nella giornata di ieri dalla CRI e proprio in ragione dei principi fondanti ed informatori dell'Istituzione Croce Rossa, la vicenda avrebbe potuto esser gestita in altra maniera. Esiste un codice etico della CRI che prevede regole, obblighi, procedure sanzionatorie e sanzioni, sarebbe stato sufficiente applicare detto codice etico subito, non appena avuta coscienza dei fatti e delle identità dei soggetti agenti e la situazione si sarebbe potuta bloccare». È con queste parole che Francesco Romualdi, legale difensore di uno dei due volontari della Croce Rossa Italiana di Sondrio, M.N., ora agli arresti domiciliari per utilizzo indebito dei mezzi dell'associazione, ha voluto criticare la scelta della CRI di rivolgersi alle autorità giudiziarie.

Si poteva dare una lezione al giovane in un altro modo, seguendo il regolamento stesso della CRI, secondo Romualdi. «Invece si è preferito procedere penalmente, lasciare che il ragazzo (perché N. è un ragazzo, non lo si dimentichi) per mesi perseverasse nei suoi errori e aggravasse la sua situazione, lo si è seguito, monitorato ed intercettato e si è lasciato che ripetesse le condotte sbagliate così da poterlo far arrestare, esporlo al pubblico ludibrio e, evenienza forse non ponderata da chi di dovere, rovinargli la vita» ha dichiarato senza molti giri di parole l'avvocato sondriese.

«Certo nulla di illecito, il ragazzo ha sbagliato e non merita giustificazioni se non quella che, proprio perché ragazzo, andrebbe aiutato a tornare sulla retta via, come il codice etico della CRI parrebbe dover/voler fare. Parrebbe... Vien da chiedersi se detto approccio Inflessibile sia stato utilizzato da Croce Rossa Sondrio anche l'anno scorso, quando in piena emergenza epidemiologica si faceva fatica a trovare personale disposto a compiere missioni o operazioni a rischio contagio e due ragazzi, giovani e volenterosi, si offrivano volontari per lo svolgimento di tutte detti incombenti a rischio della propria vita» ha rimarcato non senza polemica il legale.

L'accusa agli organi d'informazione

Anche gli organi di stampa locale avrebbero, sempre secondo l'avvocato Romualdi, esagerato in tale occasione, soprattutto nel rendere note le identità dei giovani arrestati. «Le generalità del mio assistito sono state senza alcuna remora pubblicate da alcune testate giornalistiche poiché evidentemente fornite da qualcuno "addetto al lavori", differentemente da quanto spesso accade quando gli indagati non sono due semplici ragazzi come nel caso de quo, alla faccia dell'uguaglianza sociale, utopia per dei ben pensanti con tanto tempo libero» ha criticato l'avvocato del Foro di Sondrio.

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