Passavano da Tirano per vendere auto rubate in Africa, sgominata banda

Importante indagine di portata internazionale per i Carabinieri del nucleo operativo della cittadina abduana. Arrestati 5 soggetti dediti alla vendita di autovetture "contraffatte", pronte per esser trasportate in Ghana, Burkina Faso e Guinea tramite i porti tedeschi

I controlli dei Carabinieri a Piattamala

I Carabinieri del Nucleo Operativo della Compagnia di Tirano hanno sgominato una banda, operante tra Roma e Brescia, dedicata al riciclaggio internazionale di
autovetture di grossa cilindrata. Un'operazione illecita collaudata, che vedeva i delinquenti condurre le auto, precedentemente rubate nella Capitale, verso il porto tedesco di Amburgo passando per i valichi alpini di Tirano, Como e del Brennero. Il tutto dopo aver falsificato i documenti di circolazione e le targhe dei mezzi rubati.

Un'operazione che ha portato i militari di Tirano ad agire ad ampio raggio, tra la provincia di Sondrio, Brescia e Roma. Le indagini erano partite il primo dicembre del 2018, quando i Carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Tirano, nei pressi della dogana di Piattamale, a seguito di un’attività di controllo alla circolazione stradale, avevano fermato Jallow Abdoulie, giovane gambiano di 18 anni. Insospettiti da alcune manovre "bizzarre" della Toyota C-HR, infatti, i Carabinieri si erano avvicinarti all'auto condotta dal 18enne, scoprendo come l'autovettura fosse rubata, oltre che avesse documenti e targhe alterati. Da lì l'arresto del giovane conducente portato poi nel carcere di Sondrio.

Le indagini seguenti

L’attività investigativa che ne è scaturita ha permesso di individuare e disarticolare un’organizzazione criminale con base a Roma, composta da almeno cinque persone e specializzata nei furti di automobili di grossa cilindrata, nel camuffamento dei veicoli rubati con targhe clonate e carte di circolazione contraffatte ed, infine, nel loro trasferimento in Germania. La destinazione finale doveva essere il centro Africa dove le auto, imbarcati su navi dal porto di Amburgo, venva "distribuite" in Ghana, Burkina Faso e Guinea.

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Dalle indagini, coordinate dalla Procura della Repubblica di Sondrio, è emerso che alle spalle del 18enne fermato vi era un sodalizio criminale facente capo Siaw Akoto, cittadino ghanese, residente nella provincia di Brescia, capo e mente coordinatrice dell’organizzazione. Dalle indagini è emerso che Siaw avesse la disponibilità di numerose autovetture di grossa cilindrata, provento di furto nelle province di Roma ed aree limitrofe.

Una volta neutralizzati i sistemi di sicurezza di bordo e muniti di targhe e documenti contraffatti, i veicoli venivano affidati a tre complici (Carnevali Claudia, Logiacco Giulio e Serbu Ana Maria, tutti residenti a Roma) che li custodivano in attesa di ricevere l’ordine di consegna agli acquirenti stranieri.

Infatti, una volta ricevuti i pagamenti, i veicoli venivano condotti in Germania, principalmente verso grandi città portuali, attraverso il confine italo-elvetico.

Stando alle indagini, i poagamenti avvenivano in due modalità: mediante trasferimenti di denaro on-line tramite agenzie ad hoc; oppure tramite un corriere aereo che, viaggiando a bordo di voli di linea, trasportava il contante in quantità inferiore alla soglia limite stabilita dalla legge (10.000 euro).

Gli arresti

Venerdì 19 aprile, dopo 4 mesi di indagini, in contemporanea nelle città di Roma e Brescia, i Carabinieri della Compagnia di Tirano hanno dato fermato, su indicazione del Sostituto Procuratore della Repubblica di Sondrio, la dott.ssa Elvira Antonelli, Siaw Akoto, Carnevali Claudia e SERBU Ana Maria. Nel corso dell’operazione i militari hanno anche fermato Logiacco Giulio Roul, figlio di Carnevali Claudia e compagno di Serbu Ana Maria.

Tutti gli arrestati sono stati portati in carcere e posti a disposizione dei GIP dei Tribunali di Roma e Brescia che hanno convalidato i fermi. A seguito della convalida è stata applicata a carico di tutti gli arrestati la misura cautelare della custodia in carcere. I reati contestati nei loro confronti sono associazione a delinquere finalizzata al riciclaggio internazionale di autovetture di grossa cilindrata, falso, ricettazione, soppressione di targhe e documenti di circolazione. 

Contestualmente all’esecuzione dei fermi, nella disponibilità degli arrestati sono state rinvenute e sequestrate 4 autovetture di grossa cilindrata provento di furto, pronte per essere esportate clandestinamente: una Jaguar F-Pace, una Range Rover Vogue, una Range Rover Evoque ed una Toyota Rav4 Hybrid. Le autovetture, tutte dotate di targhe clonate e documenti contraffatti, erano state rubate nel periodo compreso tra i mesi di febbraio e marzo 2019. Il loro valore supera i 300.000 euro.

Al buon esito dell’attività investigativa ha collaborato anche la Tenenza della Guardia di Finanza di Tirano, che ha svolto accertamenti di carattere patrimoniale volti a ricostruire i movimenti di danaro che hanno permesso di avvalorare l’ipotesi del vincolo associativo tra gli indagati, ed il Gruppo Informatico della Sezione di Polizia Giudiziaria della Procura della Repubblica di Sondrio che ha contribuito, tra l'altro, alla ricostruzione del modus operandi del gruppo criminale, anche attraverso le localizzazioni su territorio tedesco. 

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