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Sabato, 28 Maggio 2022
l'operazione / Civo

Spacciano con una pistola illegale e carica, arrestati nei boschi della Val Masino

Due giovani fermati in un rudere con cocaina, hashish e una scacciacani modificata. L'operazione dei carabinieri

Due spacciatori sono stati fermati lo scorso 9 aprile nei boschi della Val Masino. Dopo i ripetuti arresti dei mesi passati in Bassa Valtellina i militari del NOR (Nucleo Operativo Radiomobile), in collaborazione con i colleghi della stazione di Ardenno, hanno tratto in arresto in flagranza di reato due pregiudicati di origine marocchina, un 20enne con precedenti specifici ed un 26enne, "per detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti e detenzione di un’arma da sparo clandestina".

"A seguito di numerose segnalazioni pervenute dai residenti i quali, soprattutto nell’arco serale, notavano anomali afflussi di persone, all’apparenza per lo più tossicodipendenti, nella zona boschiva della Val Masino, verosimilmente per acquistare sostanze stupefacenti, generando così un forte stato di allarme e preoccupazione ed una richiesta di maggior sicurezza, i militari della Sezione Operativa hanno iniziato un’attività di controllo, riscontrando effettivamente in quell’area un’intensa attività di spaccio. I prolungati servizi di osservazione e pedinamento, anche notturni ed in condizioni disagevoli, hanno permesso di appurare che gli autori dello spaccio si ritiravano nella parte boschiva del comune di Civo per trascorrere la notte" si legge in una nota dei carabinieri.

L'arresto

Il blitz nella mattinata di sabato 9 aprile. I militari hanno sorpreso i due all’interno di un rudere in stato di abbandono, perquisendoli immediatamente. In loco sono stati rinvenuti 130 grammi di cocaina, 28 grammi di hashish e oltre 4.500 euro in denaro contante, "somma ritenuta provento dell’attività di spaccio". Scoperta, inoltre, "una pistola scacciacani modificata e resa offensiva, con munizionamento letale, con colpo in canna e cane armato, pronta per essere usata".

Tutto il materiale è stato sottoposto a sequestro e lo stupefacente inviato al laboratorio carabinieri di Brescia per gli accertamenti qualitativi. I due giovani sono stati arrestati e, dopo le formalità di rito, condotti presso il carcere sondriese di via Caimi a disposizione della Procura della Repubblica di Sondrio.

Massima attenzione

Non di poco conto il fatto che gli spacciatori possedessero un'arma. L’operazione, oltre a rispondere alla giusta esigenza di sicurezza della popolazione, ha consentito di disarmare gli spacciatori. Già in passato, in pregresse attività di contrasto dei carabinieri, erano state sequestrate armi, prevalentemente grossi coltelli o machete. 

È anche alla luce della possibile presenza di armi che l’azione dei carabinieri è costante. Operazioni "chirurgiche" costruite dapprima in maniera discreta, con indagini ed accurati appostamenti, poi con azioni più incisive e risolutive, proprio come quella condotta nei boschi della Val Masino, risultano fondamentali per la tutela della sicurezza sociale.

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