Maxi-operazione della Guardia di Finanza: arrestato imprenditore dell'Alta Valle per corruzione e riciclaggio

Sono ancora in corso perquisizioni e sequestri di beni per oltre 31 milioni di euro nei confronti dell’imprenditore, di 5 società immobiliari a lui riconducibili, e di altri 4 coindagati

I Finanzieri del Comando Provinciale di Sondrio hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa dal G.I.P. del capoluogo valtellinese, dott. Antonio De Rosa, su richiesta del Procuratore della Repubblica del Tribunale di Sondrio e dei Sost. Proc. dott. Stefano Latorre e dott.ssa Marialina Contaldo, nei confronti di un imprenditore dell’Alta Valtellina operante nel campo dell’edilizia.

Le complesse indagini, partite nel 2016, hanno fatto emergere un complesso ed articolato sistema di interazioni tra imprenditori edili, funzionari pubblici e consulenti fiscali della zona. Nei confronti dell’imprenditore, principale artefice dei reati e mente di numerose condotte illecite, è stata riconosciuta l’esigenza della custodia cautelare in carcere per pericolo di recidiva e pericolo di inquinamento delle prove. I reati contestati sono corruzione, turbata libertà degli incanti, truffa ai danno dello Stato, reati tributari (“dichiarazione fraudolenta mediante altri artifici” e “occultamento o distruzione delle scritture contabili”) e autoriciclaggio delle somme indebitamente percepite.

Le indagini di polizia economico-finanziaria, inquadrate nell’operazione di servizio denominata “Montecarlo” e condotte dai militari della Tenenza di Bormio, hanno   fatto emergere un inquietante quadro sociale che vedeva da un lato cessioni di denaro ed esecuzioni di lavori di costruzione a titolo gratuito o caratterizzati da una scontistica particolarmente generosa in favore di numerosi soggetti aventi funzioni e cariche pubbliche (o recentemente andati in pensione), dall’altro lato concessioni edilizie da parte di persone compiacenti.

Tali condotte hanno permesso all’imprenditore arrestato di conseguire un ingente vantaggio economico, consistito nella vendita di complessi residenziali realizzati in forza delle predette concessioni e trasferito su conti correnti in Svizzera, in modo da ostacolarne l’identificazione della provenienza delittuosa e impiegarlo in ulteriori attività economiche e finanziarie. L’imprenditore, inoltre, grazie a una fitta rete di relazioni, è stato capace di turbare una serie di gare d’appalto per la realizzazione di opere pubbliche.

Sono in corso di esecuzione perquisizioni e sequestri di beni per oltre 31 milioni di euro nei confronti dell’imprenditore, di 5 società immobiliari a lui riconducibili, e di altri 4 coindagati, tutti commercialisti o consulenti fiscali.

Il monito della guardia di finanza

L’attività condotta dalla Guardia di Finanza di Sondrio s’inquadra nelle rinnovate linee strategiche dell’azione del Corpo, volto a rafforzare il contrasto e la reale aggressione ai più complessi fenomeni di frode ed alla tutela della collettività. I fenomeni corruttivi, specialmente nell’ambito degli appalti e delle gare pubbliche, infatti, oltre che violare il principio della libera concorrenza, creano un rilevante danno economico alla società e ai cittadini privati che la compongono. La corruzione, per permettere scambi di favori e particolari scontistiche, è inoltre necessariamente connessa all’evasione fiscale, la quale non solo comporta un ingente danno all’Erario per le imposte non versate, ma incide anche sull’intero circuito economico in virtù della distorsioni causate sul mercato. 

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Tali comportamenti fraudolenti, infatti, pervadono la struttura economica del Paese, generando illeciti benefici patrimoniali in danno agli imprenditori onesti, che subiscono lo svantaggio concorrenziale fraudolento. 

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