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Cronaca

Usavano le auto della Croce Rossa per scopi privati, due giovani volontari agli arresti domiciliari

Nei guai due 20enni della Valmalenco: accusati di peculato. Le presidente CRI Gualteroni: «Non si possono tollerare comportamenti che ledano l’immagine dell’Associazione»

Due giovani volontari della Croce Rossa di Sondrio si trovano agli arresti domiciliari con l'accusa di peculato. È la decisione presa dal giudice per le indagini preliminari, Antonio De Rosa, nei confronti dei due ventenni malenchi, M. N. di Chiesa in Valmalenco e F. M. di Lanzada, scoperti ad utilizzare i mezzi di servizio della CRI per spostamenti privati, senza un giustificato motivo. I due per mesi hanno utilizzato anche la scheda carburante intestata alla Croce Rossa, sia per rifornire i mezzi indebitamente utilizzati (anche fuori provincia), sia per rifornire i loro mezzi privati.

A segnalare il comportamento scorretto era stata la presidente del comitato CRI provinciale, Giuliana Gualteroni, con una segnalazione alle autorità preposte: «L’inchiesta giudiziaria ha preso l’avvio da una segnalazione da me inoltrata alle autorità giudiziarie (Arma dei Carabinieri) in quanto dai rituali controlli che si effettuano sull’utilizzo degli automezzi CRI e dei beni dell’Associazione erano emerse alcune anomalie riconducibili ad un utilizzo improprio degli stessi da parte di due volontari».

«Croce Rossa Italiana è una Associazione che si fonda su chiari principi di onestà e correttezza, opera sulla base di un Codice Etico e di precisi regolamenti. Chi indossa la nostra divisa deve essere consapevole del grande significato che ha il nostro emblema.  Non si possono tollerare comportamenti che ledano l’immagine dell’Associazione e non siano rispettosi nei confronti di tanti Volontari che dedicano il loro tempo ad aiutare gli altri, rischiando la vita o addirittura sacrificandola per svolgere il proprio dovere» ha aggiunto la presidente.

Il commento dell'avvocato di M.N.: «CRI doveva gestire meglio la vicenda»

«In una famiglia grande come la nostra può capitare che qualcuno venga meno ai nostri principi, ma i nostri Coordinatori, il Consiglio Direttivo e la sottoscritta vigilano sull’operato di tutti perché la popolazione possa mantenere inalterata la fiducia che ci riserva.  Certo quanto accaduto è fonte di grande rammarico, ma ringraziamo le Forze dell’Ordine che hanno agito con grande tempestività permettendoci di ripristinare quanto prima ordine e trasparenza» ha concluso Giuliana Gualteroni.

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