Cronaca

Piero Pini: ecco perché è in carcere in Ungheria il re delle bresaole

Il tribunale distrettuale di Kecskemét ha rifiutato la richiesta dei legali della difesa di rilasciare l'imprenditore dietro la cauzione di 1 milione di euro per pericolo di fuga. Alla sbarra anche due collaboratori magiari della Hungary Meat Kft

È accusato di frode fiscale per l'operato della sua società Hungary Meat Kft, il grosino Piero Pini, considerato da molti il re della bresaola. Pini, valtellinese di 67 anni, si trova in carcere in Ungheria da quasi un mese (era il 6 marzo quando veniva fermato dalle autorità magiare), anche se la notizia è trapelata in Italia sono nelle ultime ore. Insieme a Pini sono stati fermati anche due suoi collaboratori.

A nulla è valsa la richiesta di scarcerazione da parte dei legali di Pini, come nel vuoto è caduta la proposta della difesa di consegnare 1 milione di euro come cauzione. I giudici ungheresi del tribunale distrettuale di Kecskemét hanno rifiutato l'istanze per paura che Piero Pini, vista anche la sua origine italiana, possa fuggire all'estero, oltre che possa  occultare le prove ed interferire illecitamente alle indagini. Per questo restano in carcere anche i due collaboratori.

Leader europeo nella macellazione di suini, le società del grosino hanno un fatturato annuo di svariati miliardi di euro spalmati sulle tante realtà produttive e trasformative su tutto il territorio dell'Europa. In Ungheria dal 1994 con la costituzione della Hungary Meat Kft, il Gruppo Pini oggi vanta nel territorio magiaro 600 dipendenti ed un fatturato di 340 milioni di euro.

Nel 2016 Piero Pini era già stato arrestato, circa con la medesima accusa, in territorio polacco. Quella volta però, anche a causa di un malore occorso al grosino, era stato rilasciato dopo pochi giorni. «In connessione con le accuse avanzate dalla Procura della Repubblica di Lódz, dichiaro che sono completamente infondate e calunniano il mio buon nome. Perseguirò la mia innocenza in tutti i modi possibili. Non ho mai violato la legge e nei miei 40 anni di attività sono sempre stato guidato da regole oneste. Dichiaro che nel corso del procedimento sono a completa disposizione della Procura e presenti prove che aiuteranno a chiarire e risolvere quanto prima la questione e dimostrare la mia innocenza» aveva dichiarato Pini in quell'occcasione.

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