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Aprica, contro la "fogna a cielo aperto" un esposto in Procura e una raccolta firme

Dopo la segnalazione dei giorni scorsi, prosegue la battaglia contro una situazione ritenuta inaccettabile per l'ambiente e per il turismo

Dopo la segnalazione dei giorni scorsi, prosegue la battaglia di molti cittadini di Aprica per risolvere il problema della "fogna a cielo aperto" presente in Val Belviso, situazione innanzitutto critica da un punto di vista ambientale e che, inoltre, non costituisce certo un bel biglietto da visita per i tanti turisti che frequentano la zona sia in estate sia in inverno.

Ora sulla questione è stato presentato un esposto in Procura ed è stata lanciata una raccolta firme con una petizione online, promossa da Maria Cristina Cioccarelli.

La petizione

Ecco il testo completo della petizione: "A tutti i concittadini/e, turisti/e che frequentano, conoscono, hanno a cuore l’Aprica, l’impatto ambientale sul territorio e sulla salute di tutti perché “non esiste un pianeta B” e a chi ha cuore anche il futuro delle prossime generazioni chiediamo di aiutarci in questa petizione per far arrivare la nostra voce alle istituzioni locali e di regione Lombardia per mettere fine al disastro ambientale che sta avvenendo!

La situazione attuale: quello che viene chiamato "depuratore" posto in fondo alla contrada Liscidini è solo un silos di contenimento con dei filtri per il liquame "grosso" a cielo aperto (quindi la puzza si sente per tutta la contrada di Liscidini e certe sere sottovento risalendo anche fino in contrada Santa Maria) e in uscita doveva avere quel famoso "collettore" fino a S.Giacomo cavallo di battaglia durante la campagna elettorale del 2012 di Carla Cioccarelli. Le opere del collettore sono state eseguite fisicamente ma non rispettano il tracciato originale del progetto e gli accordi tra i singoli privati e pertanto seguito i vari ricorsi in tribunale non è mai entrato in funzione. Di fatto la "fogna di Aprica" disperde ancora alla "moda vegia" nel fiume Valle scendendo lungo la contrada Liscedo e poi arrivando a Tresenda e San Giacomo. Dal 2012 il comune di Aprica (furbescamente) ha mollato la gestione della rete fognaria alla SECAM che di fatto si è trovata a gestire questa "bomba ad orologeria". Al danno (ambientale ed ecologico) si aggiunge la beffa che i cittadini di Aprica si trovano addebitati in bolletta SECAM "Servizio DEPURAZIONE 12,27€ " che di fatto non c'è!"

Le richieste

"Chiediamo - così prosegue la petizione -:ù

1) quanto ci vuole alla Procura di Sondrio per capire se effettivamente la ditta che ha svolto l'appalto dei lavori del collettore (ditta Cerri) abbia rispettato il tracciato come da progetto e da accordi coi vari privati dei terreni o abbia frodato prendendo una "via più corta" per risparmiare sugli scavi e tubature (=peculato)?

2) è accettabile per la procura che dal ricorso al TAR del 2016 ad oggi agosto 2023 si vada avanti comunque a non utilizzare il collettore e a scaricare la fogna nelle acque di un fiume?

3) la SECAM che formalmente è responsabile del disastro ambientale ne è consapevole?

4) ARPA e Corpo dei CC Forestali non dicono nulla? L'assessore all'Ambiente di Regione Lombardia? 

5) Come può la Provincia di Sondrio autorizzare tale scempio?

I firmatari confidano in un intervento immediato che risolva questa illegalità conclamata che dura da troppi anni a danno dell’ambiente e della nostra salute. Per questi motivi  vi chiediamo di Firmare e far firmare per il nostro ambiente, per la ns salute e per la legalità 

E' possibile firmare la petizione al seguente link: https://chng.it/G5RXY8VSjw.

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