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Mazzette e appalto truccato: valtellinesi nei guai

Coinvolte due società morbegnesi e cinque valtellinesi

Sotto inchiesta l'appalto per il tetto dell'ospedale Mandic di Merate

Nella giornata di ieri, martedì 19 settembre, il giudice per l’udienza preliminare di Lecco ha rinviato a giudizio nove persone e due società che secondo l’accusa avrebbero truccato l’appalto per la sistemazione del tetto dell’ospedale di Merate.

Accusati di corruzione l’imprenditore valtellinese Giovanni Castelli Di Sannazzaro, Patrizio Zoaldi e la segretaria di Castelli, Maria Lia Gusmeroli, tutti di Morbegno, il capocantiere, il geometra di Dubino Marco Fascendini, e Michele Rigat, che all’epoca dei fatti era il responsabile dell’ufficio tecnico dell’ospedale.

Nell’inchiesta sono coinvolti anche altri imprenditori

Anche Maurizio Quadrio, Gianguido Marzoli, Claudio Redaelli e Mauro Meraviglia sono coinvolti nell'inchiesta. Nei loro confronti la procura ha ipotizzato l’accusa di turbativa d’asta. Le due imprese coinvolte nella vicenda sono la Castelli Leopoldo Costruzioni Spa e la Sandrini Costruzioni Spa

Gli accusati si sono detti estranei a ogni accusa

Già dall’inizio dell’inchiesta, iniziata nel 2013, gli accusati si sono sempre detti estranei a ogni accusa e pronti a dimostrare la loro innocenza. Il processo scatterà il prossimo 25 gennaio e sarà celebrato a Lecco.

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