Giovedì, 21 Ottobre 2021
Cronaca

Abusi sessuali sui chierichetti nel preseminario, assolti due sacerdoti

Don Gabriele Martinelli e monsignor Enrico Radice prosciolti dal Tribunale dello Stato della Città del Vaticano

Nella giornata di ieri, mercoledì 6 ottobre 2021, il Tribunale dello Stato della Città del Vaticano ha prosciolto due sacerdoti del Clero di questa Diocesi, don Gabriele Martinelli e monsignor Enrico Radice, dalle accuse loro rivolte, rispettivamente, di abusi sessuali presso il Preseminario San Pio X in anni precedenti il 2013 e di favoreggiamento. Per alcuni reati è stata pronunciata l’assoluzione, per altri è stata dichiarata la non punibilità e per altri la prescrizione. L'accusa aveva chiesto per loro, rispettivamente, 6 e 4 anni. Entrambi conosciuti in provincia di Sondrio, sia per essere mentri dell'Opera don Folci, il cui centro spirituale è a Valle di Colorina, sia perchè don Martinelli per anni ha svolto attività a Berbenno oltre perchè nato a Chiavenna. 

"Accogliendo con rispetto la decisione dei Magistrati, la Diocesi di Como esprime paterna vicinanza e piena solidarietà a tutte le persone e le comunità ecclesiali ferite in vario modo da questa dolorosa vicenda. La sentenza è stata resa al termine di un procedimento complesso, nel quale la Diocesi di Como – animata dalla volontà di compiere ogni sforzo per garantire un servizio allaVerità, alle Persone e alla Chiesa – ha offerto fin dall’inizio la più ampia collaborazione, mettendo a disposizione del Promotore di Giustizia vaticano il fascicolo relativo
all’indagine previa espletata dal delegato vescovile" si legge in una nota.

"Confidando che la chiusura del processo e il ristabilimento della giustizia potranno offrire un’autentica occasione di rinnovamento comunitario, la Diocesi di Como ringrazia tutti coloro che, sospinti da amore per la verità, hanno contribuito all’accertamento dei fatti e invita tutti i fedeli a pregare affinché il Signore possa donare a ognuno di noi la forza interiore per affrontare con trasparenza ed equità questa non facile vicissitudine" concludono dalla Diocesi.

La sentenza

“Il Tribunale – si legge in un comunicato stampa dell'organismo vaticano – ha stabilito che debbano ritenersi accertati i rapporti sessuali, di varia natura ed intensità, tra l’imputato e la persona offesa, effettivamente protrattisi per l’intero arco ultraquinquennale; viceversa, difetta la prova per affermare che la vittima sia stata costretta a detti rapporti dall’imputato con la contestata violenza o minaccia. In particolare, l’impossibilità di ritenere la costrizione della vittima provata al di là di ogni ragionevole dubbio deriva da alcune significative contraddizioni ed illogicità presenti nelle dichiarazioni rese in diverse occasioni dalla vittima, da quanto emerge dai messaggi telefonici scambiati con il Martinelli, e dal fatto che molti dei testi presenti nelle stesse stanze in cui, di volta in volta, avrebbero avuto luogo i rapporti sessuali hanno ripetutamente affermato di non avere mai visto o sentito nulla”.

Per questo motivo, Martinelli “è stato dichiarato non punibile in relazione ai fatti contestati fino al 9 agosto 2008 perché era all’epoca minore degli anni 16”, come previsto dall’ordinamento vaticano. “Assolto dai reati a lui contestati per il periodo successivo all’agosto 2008 per insufficienza di prove“.

Infine il Tribunale “ha ritenuto che i fatti relativi al periodo dal 9 agosto 2008 al 19 marzo 2009 (data in cui anche la presunta vittima ha compiuto 16 anni), come detto certamente provati nella loro materialità, difettando solo la certezza in ordine alla coartazione della vittima, integrino comunque il reato di corruzione di minorenni che è stato però dichiarato estinto per prescrizione, maturata già nel 2014, cioè molti anni prima della presentazione della querela (18 aprile 2018) e quindi dell’inizio delle indagini”.

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