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Giovedì, 13 Giugno 2024
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Redazione

Bozzetti sondriesi. Sta ‘n grup

In piazza Quadrivio c’era un negozio di barbiere. 

     Lo tenevano due fratelli, che chiamavano “Sta ‘n grup”.

     Il nomignolo derivava dalla inossidabile fede comunista. La si intuiva dai loro discorsi, che spesso erano orientati alla politica. Uno dei due (il più anziano, mi pare) si accendeva particolarmente quando aveva a che fare con un cliente dalle idee contrarie alle sue. Ma non perdeva il controllo del suo lavoro. Barba e capelli li portava a termine con impeccabile precisione, anche se appartenevano a teste democristiane. 

     Ma non li avreste sentiti parlare solo di politica. La pesca era l’altro argomento. A volte, un cliente appena sbarbato rimaneva a lungo, in piedi, a parlare di ami e di esche, anche dopo avere pagato il conto. 

     Mio padre mi ci portava spesso, da quando avevo quattro anni. Infatti, ho il ricordo remoto di un momento di forte agitazione nel locale di “Sta ‘n grup”, tra il fumo delle sigarette e l’odore delle lozioni. I due barbieri questionavano in continuazione, mandando al diavolo qualcuno, beandosi della complicità di qualcun altro. Da mio padre, che mi stava seduto accanto, venni a sapere che tutta quella eccitazione era il frutto di una notizia sentita alla radio: la morte di Stalin. Era il 1953. 

     Quel negozio di barbiere mi aspettava puntualmente, una volta al mese, fino a quando raggiunsi la maggiore età. Poi, ovviamente, decisi di curare i miei capelli dove e come meglio mi andava.

     Il locale si affacciava sulla storica piazzetta. Nella bella stagione, la porta era sempre spalancata e da essa entravano i rumori tipici di quell’appartato angolo cittadino: lo scoppiettio di un motocarro o di una motoretta, i cigolii di un carro, il vociare di bambini, a volte il suono di un organetto di Barberia. D’inverno, aspettavo al caldo il mio turno, ascoltando i discorsi dei due barbieri o leggiucchiando un fumetto.

     Quando, oggi, passo da Piazza Quadrivio, non posso fare a meno di pensare a quel negozio di barbiere. Il locale c’è ancora, ma ospita tutt’altro genere di attività. E la piazza, naturalmente, non è più la stessa. Solo il fruttivendolo “Bundin” continua a custodire qualcosa dell’atmosfera dei tempi passati. 

Questo racconto è scritto da Giuseppe Novellino e fa parte della rubrica "Bozzetti sondriesi".

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