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Bozzetti sondriesi. Dall'Aldo

Era un uomo piuttosto minuto, dai modi garbati, sobriamente premuroso verso i clienti. In tanti lo chiamavano familiarmente Aldo, che poi era il suo autentico nome di battesimo.

     Mia mamma diceva: “Sono passata dall’Aldo a comprare le mutande per i bambini”, oppure: “Giuseppe, puoi fare un salto dall’Aldo a comprarmi un rocchetto di filo per cucire?”

     La merceria in questione si trovava in via Piazzi, difronte ai giardinetti Sassi. 

     Un buco, ma sempre affollato, in tutte le stagioni. E Aldo stava rinchiuso lì, con la moglie e il figlio primogenito a servire con pazienza i clienti, che poi erano quasi sempre donne, di tutte le età.

     Dall’Aldo non ti capitava mai di rimanere deluso o insoddisfatto. Il suo segreto stava proprio nella capacità di trovare quello che veramente serviva al cliente. Negli anni ‘50 e ‘60 (il periodo in cui mi capitava di passare da quel negozio in compagnia di mia madre) non si buttava via niente, si riciclavano gli indumenti senza tante storie, nel senso che si passavano al fratellino più piccolo; si cuciva e si rattoppava sovente, si facevano le calze di lana e i maglioncini sferruzzando davanti alla radio o alla televisione. Quindi occorrevano matasse, filo, bottoni e quant’altro.

      Il noto negoziante acquistava merce che servisse veramente: biancheria intima più che altro comoda e funzionale, golfini non alla moda ma ben fatti e utili allo scopo, camicie e camicette funzionali, guanti che facevano il loro servizio, cioè non ti facevano prendere freddo alle mani, calze calzini calzette calze di nailon collant per tutte le esigenze e per lo più a buon mercato. Tutta roba che trovavi solo dall’Aldo, e che l’Aldo ti vendeva con garbo, pazienza, onestà e direi, quasi, con spirito di servizio.

     Il negozietto fece la sua fortuna e gli garantì una vita agiata.

     Quando passavo di lì, mi colpiva la figura di Sergio. Era il figlio maggiore, destinato a ereditare l’attività. Ma Sergio era anche un amante della poesia. A volte lo trovavi sul marciapiede a discorrere di Montale, di Campana o del Petrarca insieme a una coetanea dell’adiacente negozio di Fanoni ferramenta. E quando una signora, entrando, gli chiedeva se erano arrivate le mutande di lana, lui lasciava da parte distici, strofe e rime per dire, semplicemente, con garbo. – Sì, gioia, sono arrivate proprio questa mattina. Vada dentro, che l’Aldo la serve subito.

Questo racconto è scritto da Giuseppe Novellino e fa parte della rubrica "Bozzetti sondriesi".

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