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Il comitato Alute risponde al sindaco: "Estranei alla parodia, ora il referendum"

La posizione del Comitato Promotore Referendario a Tutela dell'Alute a proposito del video cha paragonava la Giunta Cavazzi ai nazisti

A Bormio si continua a discutere della video-parodia sulla cosiddetta "tangenzialina" dell'Alute. Dopo la reazione di disappunto da parte sindaco Silvia Cavazzi e di tutta la sua Giunta, è il Comitato Promotore Referendario a Tutela dell'Alute, chiamato in causa proprio dell'Amministrazione comunale per aver taciuto al video sarcastico intitolato "Al nos generál", a dare la sua versione.

Innanzitutto il comitato ha voluto precisare di non aver avuto alcun coinvolgimento nella creazione della parodia e di esserne, quindi, completamente estraneo. "Non va però dimenticato che la nostra Costituzione tutela espressamente la libertà di pensiero e di espressione da parte di tutti i cittadini e che tale video ha voluto evidentemente dar conto della (diffusa) percezione da parte della popolazione di Bormio di una gestione del progetto di realizzazione della 'Tangenziale di Bormio' che, ben lungi dall'appalesarsi fondata 'sulla condivisione e sull'ascolto', si è rivelata a suo avviso assai poco democratica", commentano dal sodalizio presieduto da Ludovica Canclini.

Ora il referendum

In tanti a Bormio si aspettano l'indizione a breve del referendum. "Non possiamo che accogliere con favore le parole del sindaco là ove la stessa — premettendo di essere 'amministratore pubblico, ma, soprattutto, persona repubblicana e democratica, cresciuta con i valori della nostra Resistenza' — rinnova la sua 'disponibilità ad un confronto leale, serio e costruttivo' con la 'messa a disposizione (sic) della popolazione bormina del regolamento per il referendum, garantendo sempre la disponibilità a valutare le posizioni diverse dalla nostra'".

"Parole che, all'evidenza, non possono che significare che — a strettissimo giro, si confida — verrà finalmente indetto il referendum richiesto (all'espresso fine di consentire all'Amministrazione comunale — come sottolineato — di continuare concretamente a garantire le posizioni sull'argomento diverse dalla propria), senza attendere lo stillicidio dei tempi lunghi previsti dal succitato regolamento referendario (che, sia consentito, più che un 'grazioso omaggio' messo a disposizione della cittadinanza dal decisore illuminato si configura quale atto giuridicamente dovuto, cui peraltro è stata data attuazione solo a fronte di reiterate insistenze)", conclude la nota del comitato.

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