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Anche la provincia di Sondrio esamina la sicurezza dei suoi impianti a fune

Dopo la tragedia di Stresa il prefetto di Sondrio, Pasquale Pasquariello, ha voluto incontrare tutti i soggetti coinvolti negli impianti di risalita della provincia di Sondrio. L'esito del confronto

Immagine d'archivio

In seguito del tragico incidente dello scorso 24 maggio che ha provocato 14 vittime a Stresa, il prefetto di Sondrio, Salvatore Pasquariello, ha presieduto in videoconferenza una riunione del Comitato Provinciale per l'Ordine e per la Sicurezza Pubblica per esaminare gli aspetti legati alla sicurezza degli impianti a fune attivi in provincia di Sondrio.

All’incontro hanno partecipato il Presidente della Provincia, il Sindaco del Comune di Campodolcino, l’Assessore alla Cultura del Comune di Sondrio, il Questore, il Comandante provinciale dei Vigili del fuoco, i rappresentanti dei Comandi provinciali dell’Arma dei Carabinieri e della Guardia di Finanza, il Dirigente della Sezione della Polizia Stradale, il Dirigente del Settore Polizia di Frontiera, il Comandante della Polizia Locale di Sondrio, il Dirigente Generale della Direzione Generale Territoriale del Nord Ovest del Ministero delle Infrastrutture e della Mobilità Sostenibili, ing. Giorgio Callegari, il Dirigente dell’Ufficio Trasporti ad Impianti fissi per la Lombardia (USTIF), ing. Henry Del Greco, il Presidente dell’Associazione Nazionale Esercenti Funiviari ANEF Lombardia, ing. Massimo Fossati, l'Ing. Pasquale Canclini- Direttore di esercizio della società  impianti Bormio, il Consigliere Delegato della Bormio Sky Valeriano Giacomelli e l’ing. Piergiacomo Giuppani, tra i massimi esperti italiani nell’ambito degli impianti a fune e rappresentante tecnico dell’ANEF.

Dopo aver preso atto del numero (109) e della tipologia degli impianti presenti in questa provincia (4 funivie bifune, 1 funicolare, 14 cabinovie ad agganciamento automatico, 24 seggiovie ad agganciamento automatico, 28 seggiovie ad attacchi fissi e 38 sciovie), i rappresentanti del predetto Ministero hanno garantito l’ottimo stato dei sistemi di risalita atteso che gli stessi, a seguito dei nullaosta rilasciati per la nomina dei direttori o dei responsabili dell'esercizio di ogni impianto e dell’approvazione dei regolamenti di esercizio delle infrastrutture, sono sottoposti a scrupolose verifiche e prove funzionali periodiche, sia strumentali sia a vista, che, con l’aumentare della distanza temporale, diventano sempre più approfonditi e rigorosi. “Si riescono ad effettuare nei tempi prescritti tutti i controlli programmati, per cui non sussiste alcuna preoccupazione sulla sicurezza degli impianti” ha affermato l’ing. Callegari, e l’Ing. Fossati ha ribadito che “Gli impianti sono e devono essere sicuri, perché bisogna operare sia professionalmente che eticamente”.

Nel ringraziare tutti gli intervenuti, il Prefetto ha confermato l’importanza dell’incontro odierno che ha consentito di comprendere non solo le necessarie e complesse fasi che vengono seguite per il corretto e sicuro funzionamento di impianti di risalita ma anche dello stato in cui versano le numerose infrastrutture presenti su questo territorio.

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