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Venerdì, 27 Maggio 2022
L'omelia della veglia pasquale

"Di fronte alla guerra, la Pasqua del Signore ci obbliga a non perdere la speranza"

Le riflessioni del Vescovo della diocesi di Como, monsignor Oscar Cantoni, in occasione della veglia pasquale celebrata sabato sera

Nel corso della veglia pasquale, celebrata sabato nella cattedrale di Como, il Vescovo della Diocesi proprio di Como, monsignor Oscar Cantoni nella sua omelia ha ricordato anche la drammatica situazione determinata dalla guerra in Ucraina.

"Non possiamo celebrare questa santa liturgia senza ricordare contemporaneamente la situazione drammatica del tempo in cui viviamo: sarebbe una evasione dalla nostra storia. Il mistero pasquale coinvolge anche la guerra fratricida in corso, ingloba anche questo doloroso evento. - ha spiegato monsignor Oscar Cantoni - Due popoli, Russia e Ucraina, sono in guerra, sebbene siano accumunati da radici culturali e religiose affini. Nello stesso tempo, tante persone nel mondo invocano ardentemente la pace. Per chi, come noi, ha il dono della fede, l'unica via possibile per uscire da questo doloroso frangente è la forza infallibile della preghiera. La Pasqua del Signore getta luce su questo orizzonte oscuro: ci obbliga a guardare in alto e non perdere la speranza!"

Credevamo di essere usciti dai pericoli della pandemia, ancora in corso, quando siamo stati investiti da una preoccupante situazione di guerra. Ancora una volta, la violenza, con tutti i suoi strumenti di morte, vorrebbe presentarsi come il mezzo più idoneo per risolvere i diversi conflitti. E le conseguenze della guerra saranno pagate a caro prezzo, dal momento che la riconciliazione tra i popoli, la elaborazione nelle coscienze dei mali e dei lutti subìti, fin negli affetti più intimi, non si potranno concludere facilmente in tempi brevi. Eppure il male è già vinto e sconfitto, anche se, rifiutando di accogliere la luce pasquale, gli uomini si espongono a tristi conseguenze. - ha proseguito monsignor Cantoni - Questo tempo di paura e di angoscia, di desolazione e di lutto, è stato da noi interpretato simbolicamente con l’entrata nella nostra cattedrale, completamente oscurata. Il nostro incedere al buio è un chiaro linguaggio, che senza bisogno di parole, ha voluto esprimere la triste situazione che l'umanità oggi sta attraversando. È la notte del cuore, che cerca disperatamente vie di salvezza, sapendo già che, da soli, non riusciremmo mai a trovarle e a gestirle".

Pasqua di speranza

"Ma ecco che, nella nostra cattedrale, tutta oscura, una fiammella è avanzata, si è fatta strada nel buio, senza far rumore: è la luce del Cero pasquale. Il Cristo risorto viene di nuovo a noi, irrompe ancora oggi, “per illuminare quanti giacciono nelle tenebre e nell'ombra di morte”. Il Signore Gesù, crocifisso e risorto, si è offerto di nuovo, senza imporsi, come l'unica via di vita e di salvezza. Viene a dissipare le nostre oscurità, annulla il male che vorrebbe stravincere attraverso le chiusure, gli egoismi, l’odio fratricida, le molteplici forme di violenza. Viene a condurci in nuova vita, redenta dalla morte in croce del Signore. E noi tutti, convocati a vegliare in questa notte santa, siamo stati attratti dalla sua luce. L'accensione progressiva dei ceri ha coinvolto tutta questa santa assemblea, fino ad esplodere in una pienezza di luce.- questo il messaggio del Vescovo della Diocesi di Como - Siamo un popolo che si lascia attrarre dalla luce di Cristo, colui che ci libera dal male, dal peccato e dalla morte. Cristo ha già vinto e ci dona il frutto della sua offerta sacrificale. È la notte santa del Signore, che era morto, ma ora vive, la notte in cui Cristo "dissipa l'odio, piega la durezza dei cuori, promuove la concordia e la pace".

Le letture della Parola di Dio, proclamate questa sera, sono come un lungo "filo rosso" che si svolge e si distende lungo tutta la storia della salvezza.  Sono la narrazione di una storia di liberazione con cui Dio si è impegnato a prendersi cura del suo popolo. Esprimono pure la testimonianza grata del popolo di Dio, che si è lasciato soccorrere e salvare dal suo Dio. - ha concluso monsignor Cantoni - Si tratta di letture che hanno una risonanza particolare perché presentano l’esperienza pasquale già pregustata da lontano, dentro un disegno universale di salvezza, in cui Dio agisce per la salvezza del mondo intero. Di fronte ai male della guerra, della violenza, della morte, saremmo tentati dallo scoraggiamento e dalla paura, tuttavia il mistero di luce e di amore, di perdono e di misericordia, ci obbliga a coltivare la speranza, perché i nostri occhi possano aprirsi per vedere oltre l’orizzonte terreno".

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