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Valtellina e turismo: la lettera aperta di Giulio Salvi all'assessore Massimo Sertori

Il proprietario dell'Hotel Rezia Valtellina di Cosio: "Dove sono le sinergie e il sistema Valtellina?"

Fare rete e sinergia, creare un "sistema Valtellina" che aiuti la valle a emergere a livello turistico e nella valorizzazione delle proprie eccellenze: belle parole e null'altro, però, almeno stando alla lettera aperta che oggi Giulio Salvi, proprietario dell'Hotel Rezia Valtellina di Cosio ha inviato all'assessore regionale agli Enti Locali, alla Montagna e ai Piccoli Comuni Massimo Sertori.

Lo spunto per la missiva è stato fornito dalla visita dello stesso Sertori per la riapertura di Fly Emotion e dalla constatazione che, nei depliant realizzati per promuovere le iniziative estive di Albaredo per San Marco, manca quasi del tutto ogni riferimento alla Valtellina, tanto che, proprio secondo Giulio Salvi, è quasi difficile riuscire a comprendere che la località della Bassa Valle si trovi, per l'appunto, in provincia di Sondrio.

"Dispiace constatare una volta di più che le famose sinergie, sistema, rete sono solo parole gettate al vento. Per trovare un riferimento, nel depliant che si riferisce al ricco programma estivo di Albaredo per San Marco, alla VALTELLINA bisogna affidarsi a quel terre di Valtellina in foto e consorzio turistico in piccolo. - scrive Salvi - Sembra che parlare di Valtellina faccia schifo".

Una "piccola-grande" parola

Va dunque cambiato, secondo Salvi, l'approccio per rendere reali quelle sinergie così tanto proclamate: "Più volte ho ribadito che aggiungere la PAROLA Valtellina al nostro territorio è un obbligo, costa nulla  e, in un periodo di euforia calcistica, fa gioco a tutti noi, anche parlando delle attività ricettive turistiche che mi pregio di rappresentare nel consorzio turistico Valtellina di Morbegno. Spero sempre che non siano parole vuote il presentarci come terra di Olimpiade, ma come già scrissi volevamo la Ferrari, ma non siamo nemmeno capaci di andare in bici ed il preteso cambio di passo comincia dalle piccole cose e fare cultura turistica, io il primo degli ignoranti, è necessario".

La specificità dei prodotti

La lettera si chiude poi con un accenno alla specificità e alla denominazione di alcune eccellenze, anch'esse assolutamente fondamentali per aumentare l'attrattività turistica di Valtellina e Valchiavenna: "A questo aggiungo che bello sarebbe se riuscisse a far capire che per essere competitivi con i nostri competitors non si dovrebbero presentare prodotti che creano solo confusione nei consumatori, brisaola e storico ribelle in primis. - conclude Salvi - Non ho mai sentito che in Valdaosta esiste la fontana, in Trentino lo spock e gli svizzeri sciano sulla schnii. A lei l’onere e l’onore di far cambiare idea. Buon lavoro".   

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