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Vaccini antinfluenzali, i sindacati attaccano: «Una inaccettabile corsa a ostacoli per gli anziani»

Nelle diverse sedi di Cgil, Cisl e Uil della provincia di Sondrio arrivano incessanti richieste di informazioni e lamentele sulla gestione della campagna vaccinale

In questi giorni nelle diverse sedi di Cgil, Cisl e Uil della provincia di Sondrio arrivano incessanti richieste di informazioni e lamentele sulla gestione della campagna vaccinale antinfluenzale: ritardi, prenotazioni annullate, appuntamenti rinviati perché i vaccini mancano. Continue le richieste di chiarimenti e lamentele, soprattutto di anziani e pensionati. 

«Nel pieno dell’emergenza sanitaria, in un momento in cui ritornano paura e ansia per questa pandemia, alle preoccupazioni per Covid-19 si aggiungono i ritardi nella campagna vaccinale antinfluenzale; partita in ritardo e registrando fin da subito l’insufficienza delle dosi. Siamo molto preoccupati che sugli anziani possano ricadere, come stiamo registrando, le conseguenze sanitarie, e anche economiche, della disorganizzazione di Regione Lombardia». Si apre così la nota stampa congiunta delle segreterie provinciali di Cgil, Cisl e Uil, unitamente alle categorie dei pensionati e del pubblico impiego.

«Le persone sono preoccupate, indignate e arrabbiate perché non è dato sapere come, quando e dove prenotare il proprio vaccino, nonostante le recenti rassicurazioni uscite sulla stampa. Si ricorda che - proseguono le segreterie di Cgil, Cisl e Uil - nell’incontro unitario tenutosi con ASST lo scorso 7 ottobre le organizzazioni sindacali territoriali avevano fornito il proprio supporto, esponendosi in prima linea, offrendo la loro piena disponibilità a veicolare le comunicazioni istituzionali. Peccato però che ogni sforzo sia caduto nel vuoto visto e considerato che le regole e le condizioni sono cambiate in corso, rincorrendo una non ben precisa modalità e soprattutto senza che una corretta preventiva informazione sia stata data alle OO.SS. territoriali».

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«Apprendiamo ora da notizie di stampa che “tutto riprenderà al più presto”, ma non possiamo che registrare che in piena emergenza pandemica sembra che vaccinarsi per gli anziani sia un’autentica corsa ad ostacoli. Dopo aver dato ai medici di base un numero di dosi di vaccino ampiamente insufficiente, pur avendole pagate molto più di altre regioni che hanno agito per tempo e oculatamente, le autorità sanitarie non hanno fatto alcuna programmazione che permettesse una campagna chiara e uniforme e questo sta minando fortemente l’efficacia stessa dell’intervento preventivo. Sarebbe stata necessaria una modalità organizzativa che mettesse tutti nelle stesse condizioni. Un’organizzazione in grado di tenere conto delle vere priorità mediche e che permettesse un accesso alla vaccinazione equo, chiaro ed efficace, sfruttando l’occasione anche per prepararci per la prossima e, speriamo, vicina campagna vaccinale contro il COVID-19. Così non è stato e anche chi è riuscito a provvedere privatamente, pagandosi il vaccino di tasca propria, si è trovato di fronte a tariffe che progressivamente sono lievitate».

«CGIL CISL e UIL, attraverso le proprie categorie dei pensionati, a livello regionale hanno unitariamente sottoposto questa rischiosa situazione ai vertici lombardi chiedendo di intervenire per rendere omogenee le modalità di prenotazione e per semplificare il più possibile le procedure. Questa campagna vaccinale è partita male e in ritardo, ma sta incredibilmente proseguendo ancora peggio! E’ necessario e non più rinviabile che Regione Lombardia, dopo i ritardi e gli errori compiuti in fase di approvvigionamento, intervenga per rendere omogenei gli accessi alle prenotazioni per i vaccini anti-influenzali. Servono procedure più semplici, più snelle. La campagna vaccinale deve essere equa e certa. Speriamo sempre che l’esperienza insegni e che almeno non si compiano questi stessi errori con il vaccino anti-COVID».

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