La Valchiavenna turistica pensa al futuro e programma la ripresa post coronavirus

Il direttore del Consorzio turistico Filippo Pighetti traccia il percorso per farsi trovare pronti al termine dell'emergenza sanitaria

Stringere un patto di valle, agire con lungimiranza, promuovere un messaggio forte e puntare sull'innovazione nelle proposte per anticipare le richieste dei turisti, per individuare le loro preferenze. In uno scenario futuro ancora fosco, con le ombre che si sovrappongono alle poche luci, le prospettive per l'economia, e per il turismo in particolare, sono difficili da individuare: una situazione che impone analisi approfondite, valutazioni e programmazione in vista della ripartenza. La Valchiavenna turistica non sta a guardare e gioca d'anticipo. 

«Prima o poi supereremo l'emergenza sanitaria e torneremo alla normalità - sottolinea il direttore Filippo Pighetti - e noi vogliamo farci trovare pronti con idee nuove e iniziative per soddisfare esigenze che necessariamente cambieranno, per realizzare desideri che non saranno gli stessi di prima. La Valchiavenna, come del resto l'intera provincia, ha le risorse per attirare i turisti, puntando sulle sue peculiarità e innovando l'offerta. Le nostre valli devono ambire a diventare il polmone verde e naturale di tutto il nostro mercato di prossimità: Milano, Svizzera, Ticino ed Engadina». La via tracciata da Pighetti nel documento condiviso con gli enti soci è nel ritorno ai prodotti agricoli e artigianali locali, è nel coinvolgimento dei piccoli produttori, dei bar, dei ristoranti, degli alberghi e dei b&b.

Che cosa comunicare nelle prossime settimane? Innanzitutto bisogna diffondere un senso di sicurezza e attenzione sanitaria da parte degli operatori turistici del territorio: l'approccio del turista sarà cauto, presumibilmente incerto, perché ancora suggestionato da quanto stiamo vivendo. La messa in sicurezza sanitaria, attraverso l'adozione di ulteriori misure igieniche, di interventi di sanificazione, di disponibilità di protocolli e di dispositivi di protezione per sé e per i futuri ospiti sarà fondamentale per gli operatori turistici, un vero e proprio valore aggiunto. Oltre a comunicare con i clienti, instaurando una relazione virtuale, l'unica oggi consentita, per trasmettere il messaggio che le attività saranno pronte a riaprire, non appena verrà consentito. «I dati e le previsioni ci dicono che il 64% degli italiani pensa a una vacanza nel nostro paese - continua il direttore Pighetti -, che la maggior parte dei turisti sceglierà mete vicine e sicure perché già conosciute, per il 18% in montagna. Si apriranno le seconde case per ospitare nonni e bambini, mentre i genitori saranno al lavoro, e si organizzeranno gite di un giorno o due. Occorre creare i cosiddetti "pacchetti short", organizzare servizi per bambini, definire offerte speciali a prezzi contenuti per vincere la probabile ritrosia di molti, garantire flessibilità, sia nel cambio data che nella disdetta della prenotazione, senza costi aggiuntivi».

Tra le proposte innovative lanciate dal direttore del Consorzio turistico della Valchiavenna ve n'è una disegnata su misura per le gite di un giorno, destinate ad aumentare in questo scenario, perché preferite al pernottamento lontano da casa: i cestini per i picnic preparati da ristoratori e albergatori locali, da consumare all'aperto nei luoghi più caratteristici della valle, organizzati attraverso servizi digitali per ordinazioni via app. I cestini potrebbero essere consegnati direttamente al cliente nel luogo indicato, magari accompagnati da stoviglie, teli e cuscini. 

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Un percorso che vedrà il Consorzio turistico al fianco degli operatori per la promozione della sicurezza e del benessere, per la consulenza nella comunicazione digitale, per i progetti e le iniziative, prima fra tutti una campagna video, per la realizzazione di pacchetti short, per l'azione sui mercati esteri. Che cosa serve per realizzare gli obiettivi, per farsi trovare pronti quando tutto ripartirà e si ritornerà alla vita di sempre? «Occorre innanzitutto stringere un forte patto di valle, o meglio ancora di provincia - conclude il direttore Pighetti -, coinvolgendo enti pubblici, consorzi turistici e di prodotto, associazioni di categoria, quindi progettare un'azione con un messaggio forte. La ripresa sarà lenta e difficoltosa ma le opportunità non mancheranno: il territorio dovrà farsi trovare pronto a sfruttarle, nel primo periodo e nel futuro prossimo, fino alle Olimpiadi del 2026. Si può fare, ma servono impegno, unione d'intenti e perseveranza. Abbiamo il tempo per riflettere e programmare mentre tutti rimangono a casa per rispettare le disposizioni, magari pensando alla prossima vacanza. Aspettiamo i turisti in Valchiavenna, ma solo quando usciremo dall'emergenza e potremo spostarci».

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