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Domenica, 19 Maggio 2024
Sfogo amaro

Treni: "Ritardi continui e così sono tornato a usare la macchina"

La testimonianza di un altro pendolare, Albino Quetti, tornato a utilizzare il mezzo privato visti i disservizi sulla linea Tirano-Milano

Qualcuno, nonostante tutto, resiste, come Sara Angelini, che continua a usare il treno per andare al lavoro nonostante i continui disagi e disservizi e l'esasperazione ad essi legata; altri, invece, hanno alzato bandiera bianca e sono tornati a utilizzare la loro auto per raggiungere in orario il posto di lavoro, nonostante mettersi in strada e, soprattutto, trovare parcheggio in città, sia meno comodo, in linea di principio, che raggiungere Sondrio in treno e poi spostarsi a piedi.

Stiamo parlando di Albino Quetti, un altro pendolare valtellinese che racconta la sua storia:  "Sono riusciti ad allontanarmi dal treno - esordisce amaramente Quetti -. Ho iniziato a lavorare il 1/9/1984, ho compiuto 59 anni,viaggio dai tempi della scuola superiori e come riportato dalla signora Sara Angelini anche per me la semplice tratta Tirano-Sondrio, circa 30 min di viaggio, è un'avventura. Visto che non c'è limite vedremo cosa ci riserverà l'estate, con la presenza dei bus".

"Solamente chi ha usufruito del servizio  può rendere testimonianza del reale disagio patito negli ultimi due anni, nonostante tutti i commenti positivi da parte delle Istituzioni preposte. Nel frattempo da fine marzo sono tornato a viaggiare in auto, arrivando a Sondrio con l'imperativo di trovare un posteggio libero possibilmente. Si potrebbe parcheggiare a pagamento - conclude Quetti -, ma visto che il carburante incide per circa 140 euro al mese meglio evitare. L'unica speranza rimasta è che questo investimento in carburante possa fare fare salire il Pil del nostro Paese".

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