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lavori dal 26 giugno

Stop ai treni da Tirano a Colico, Crosio attacca: "Qualcuno impedisca questa follia"

Il neo entrato in Fratelli d'Italia ci va pesante: "Sarebbe confortante se chi ricopre importanti ruoli politico istituzionali rinunciasse a subissarci di selfie e inaugurazioni di sagre e pensasse invece di arrestare l’improvvisazione amministrativa e la mediocrità politica che dilaga"

La chiusura della tratta ferroviaria Tirano-Colico dal 26 giugno prossimo per interventi di "potenziamento infrastrutturale" continua a far discutere. Ad esprimere perplessità è, tra gli altri, anche l'ex senatore leghista Jonny Crosio, da poco entrato in Fratelli d'Italia. "Un territorio a forte vocazione turistica come la provincia di Sondrio sta per assistere al blocco dei treni da Colico a Tirano e dai “palazzi del potere” non arrivano segnali".

"Dopo due anni di pandemia, quando il turismo comincia a vedere segnali di ripresa, in Valtellina cosa succede?! Permettiamo il blocco dell’unico accesso ferroviario? Chi investe nella fattibilità della tratta ferroviaria Tirano-Bormio, ha investito qualche ora del suo tempo per considerare il possibile disastro economico, mediatico e di attrattività nell’interrompere la Colico-Tirano per tutta l’estate? Mi chiedo se è proprio necessario chiudere in maniera definitiva la ferrovia da Colico a Tirano per eseguire i lavori: di norma i lavori di manutenzione vengono eseguiti nelle ore notturne" evidenzia Crosio.

"Sistema sbrigativo?"

Il dubbio, per il neo membro del partito di Giorgia Meloni, è che Rfi abbia pianificato lo stop ai treni per comodità d'intervento, senza tenere conto dei possibili disagi dei viaggiatori. "Non abbiamo mai visto chiudere la linea del Brennero o del Frejus, linee classificate fondamentali e decisamente più complesse nella gestione e nella manutenzione, ma neppure linee classificate come complementari sono state chiuse per un periodo così lungo. Viene il dubbio che si tratti di un sistema sbrigativo per gestire la manutenzione. Nel caso in cui la chiusura totale della linea fosse vincolante, ci auguriamo che i lavori siano stati programmati nell’arco delle 24 ore, procedura adottata di norma per ridurre al minimo la chiusura dell’infrastruttura, riducendo i tempi di esecuzione dell’opera almeno del 50%. O, in alternativa, si potrebbe pensare di eseguire i lavori dividendo la linea in due tronconi Colico-Sondrio e Sondrio-Tirano, anche in questo caso i disagi potrebbero essere ridotti" ha aggiunto il politico.  

Sono i turisti, più che i pendolari, la preoccupazione di Crosio. "Per la nostra provincia il turismo è fondamentale, usciamo dal periodo devastante della pandemia che ha messo a dura prova tutto il sistema turistico, adesso si è sommata la pesante crisi energetica che sta sfiancando ancora di più tutto il territorio, ci mancava solo l’interruzione del treno in piena estate. Anche noi, come tutti i cittadini preoccupati, restiamo in attesa di ricevere chiarimenti. Sarebbe confortante se chi ricopre importanti ruoli politico istituzionali rinunciasse a subissarci di selfie e inaugurazioni di sagre e pensasse invece di arrestare l’improvvisazione amministrativa e la mediocrità politica che dilaga ogni giorno di più a danno di tutti i cittadini" ha concluso Crosio.    

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