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Tirano, un “tirà li toli” speciale che coinvolge bambine e bambini delle scuole dell’infanzia e della primaria

Solitamente la città è percorsa da un’onda fragorosa per ricordare a tutti la fine dell’inverno con il motto “L'è fò genée, l'è int febbrèe l’è fò l'urs de la tana”.

Quello che certamente ci ha insegnato l’emergenza per il virus è la necessità di essere “resilienti” di adattarsi, di trovare nuove forme per continuare la nostra vita nella comunità. È quello che succederà a Tirano, a fine gennaio, con la tradizione tanto amata da bambini e ragazzi del “tirà li toli”. Una tradizione che affonda le sue radici nel mondo contadino quando, dopo inverni di neve e freddo, i nostri avi desideravano la primavera e per scuoterla dal sonno profondo dovevano fare un baccano infernale tanto da risvegliare persino gli orsi. Solitamente il 31 gennaio, la sera dopocena, bambini e ragazzi scorrazzano allegramente nelle vie di Tirano trascinando “le tole”, latte e lattine riciclate di ogni dimensione, unite da un filo a comporre una fila sonora di barattoli di latta. Si riciclano piccole latte dei pelati, delle bibite, ma anche grandi contenitori metallici come quelli delle olive o della vernice. La città è percorsa da un’onda fragorosa che risveglia chi è in casa la sera per ricordare a tutti la fine dell’inverno con il motto “L'è fò genée, l'è int febbrèe l’è fò l'urs de la tana”.

La Pro Loco di regola allestisce i punti ristoro che segnano il percorso in città. Anche in questa versione “moderna” con il premio del buono pizza, “tirà li toli” continua a celebrare il rito propiziatorio del risveglio della natura, per il ritorno della primavera dopo il gelo invernale. Gli antichi riti contadini di cacciata dell’inverno risuonano nelle notti gelide di gennaio in tanti altri paesi dell'arco alpino. Ci sono cortei con pupazzi di carta o paglia da bruciare, sfilate con campanacci e falò di grandi fantocci, la chiamata di amici e parenti fuori alle case al grido “L’è fö l’urs de la tana”.

Ma il “tirà li tòli” in Valtellina è un’esclusiva di Tirano e proprio per questo non poteva fermarsi per la pandemia a causa del divieto di assembramenti. Su invito dell’Amministrazione, le scuole di Tirano, dall’infanzia alla primaria, hanno quindi deciso di tenere viva la tradizione con tanti piccoli cortei diurni, che a turno coinvolgeranno le singole classi. Venerdì 29, giorno più vicino alla data canonica e in cui tutte le classi saranno presenti, bambine e bambini usciranno scaglionati nella giornata divisi nei gruppi classe accompagnati da maestre e maestri. Le latte quest’anno saranno molto speciali, perché i bimbi porteranno a spasso per la città le “tolle” degli alberi di Natale che loro stessi hanno preparato sotto la guida delle insegnanti per donare alla loro città un tocco natalizio originale.

Ogni classe farà un piccolo percorso intorno al suo plesso e così diverse zone della città si animeranno: dal centro storico di Piazza Cavour e Porta Poschiavina e Bormina, al viale con Piazza Marinoni e piazza delle Stazioni, alla Piazza Unità d’Italia, e Madonna nei dintorni della scuola. È un bellissimo regalo che le scuole fanno alla città, aiutando a non sospendere la tradizione. Tutti a Tirano saranno certamente felici di sentire il loro frastuono diurno in questo anno così particolare, di distanza e isolamento.

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