Attualità

L’umiliazione può essere risarcita?

Opinioni - La lettera di una collega dell'insegnante dell'Istituto professionale "Besta Fossati" di Sondrio aggredito verbalmente e fisicamente dopo un brutto voto da uno studente nel 2015

Proponiamo di seguito la lettera di riflessione, giunta alla nostra redazione, dopo la notizia della sentenza del giudice civile nei confronti del giovane studente che nel 2015, con veemenza fisica e verbale sproporzionate, si scagliò contro il proprio professore dopo aver ricevuto un brutto voto.

Un triste episodio, diventato all'epoca un caso nazionale, tornato negli ultimi giorni di attualità visto l'obbligo imposto al giovane e alla sua famiglia di pagare 14500 euro, più le spese processuali, come indennizzo per danni morali. A scrivere la riflessione è un'insegnante di quell'istituto professionale "Besta-Fossati" di Sondrio teatro dell'accaduto, la professoressa Patrizia Marraffa. 

                                                     

La scuola ultimamente è diventata uno degli argomenti più importanti su cui tutti discutono, s’interrogano, s’indignano etc. In tanti anni d’insegnamento non avevo mai visto tanto interesse nei suoi riguardi. Negli ultimi anni - spesso - si parlava di scuola per tristi fatti di cronaca che riferivano aggressioni di alunni o di genitori verso gli insegnanti rei di aver dato voti troppo bassi, di avere poca competenza, di richiami non graditi...insomma incapaci di riconoscere le doti dei figli e di rovinare il paradiso terrestre del loro puer felix e delle loro famiglie.

Ieri ho letto l'articolo pubblicato su SondrioToday riguardante l’alunno che qualche anno fa aveva insultato e denigrato un insegnante dell’Istituto Fossati che è stato condannato ad un risarcimento di circa 14.000 euro più al pagamento delle spese processuali.

Questo episodio di vero e proprio bullismo lo ricordo benissimo, visto che fu ripreso con il cellulare e pubblicato in rete divenendo un caso nazionale. Il video, rivisto all’epoca varie volte, determinò in me un senso di forte disagio nei confronti della realtà nella quale operavo ed opero (la moderna terminologia burocratese tenderebbe a considerare l’alunno responsabile dell’inqualificabile gesto un BES, acronimo che sta per alunno dai bisogni educativi speciali!) Speciale per cosa?? Non riesco a dare una risposta.                                                                                                

Quell'anno facevo parte del Comitato di Valutazione, organo scolastico che ha il compito di confermare o no in ruolo un insegnante. L'anno di prova serve a verificare la capacità didattico/relazionale del docente.

Non nascondo che ho avuto difficoltà con me stessa ad esprimere un parere - non in merito alle conoscenze/competenze del collega (laureato in ingegneria e vincitore di concorso) ma sul metodo: sarebbe stato in grado di gestire situazioni, critiche e irritanti, come quelle che nella Nuova Scuola si stavano verificando sempre più frequentemente??? La mia risposta è stata assolutamente "sì", perché ritenevo il collega una vittima del Sistema che aveva permesso questa situazione di bullizzazione/vessazione perché l’aveva resa poco autorevole perciò inerme!!

 Sono passati solo alcuni anni ed ora ho letto con piacere che il collega (ormai ex visto che ha cambiato lavoro) è stato risarcito, non so se adeguatamente perché l’umiliazione - ritengo - non abbia prezzo. È importante, però, che il responsabile di tale comportamento sia stato condannato visto che il fatto è avvenuto in un luogo di Educazione qual è la scuola!

In questo tempo che stiamo vivendo, la pandemia ha fatto riscoprire come per incanto la Bellezza e l'importanza della Scuola come luogo di incontro e di dialogo tra alunni e insegnanti e l’opinione pubblica per incanto sta rivalutando il ruolo educativo insostituibile della scuola oltre che luogo di trasmissione critico del Sapere.

Mi auguro che questa Lezione resti anche dopo la pandemia, visto che tra tanti problemi che tutti dobbiamo affrontare, questa mi sembra la novità più interessante e positiva che sia emersa.

                                                                                                                     Prof.ssa Patrizia Marraffa

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