Una stanza degli abbracci nelle case di riposo lombarde: "Gli anziani muoiono di solitudine"

L'appello dei sindacati lombardi: "Apriamo ai contatti umani per vincere la depressione"

La stanza degli abbracci della Rsa di Catelfranco Veneto - Foto Ansa/Max Cavallari

Il contatto umano come cura. Una carezza come medicina. Perché serve anche quello per sconfiggere l'isolamento, la depressione, la paura. I sindacati dei pensionati lombardi - Spi Cgil, Fnp Cisl e Uil Uilp - hanno rivolto un appello a regione Lombardia affinché si adoperi per creare nelle Rsa delle "stanze degli abbracci", luoghi in cui gli ospiti delle case di riposo possano incontrare i propri cari e sfuggire così per un attimo all'infinita quarantena alla quale sono obbligati, giustamente, per cercare di tenere il coronavirus fuori dalle loro strutture, ancora di più dopo la strage della prima ondata. 

L'idea è nata dopo che una Rsa di Castelfranco Veneto, la Domenico Sartor, ha dato vita a un progetto del genere. Da lì la richiesta delle sigle a regione Lombardia di prendere spunto, di replicare. "Importiamo gli abbracci nelle Rsa per vincere lo stato di solitudine e di isolamento in cui versano gli anziani", si legge nell'appello dei sindacati. “Rimane inopportuno e inaccettabile che le persone anziane ricoverate nelle Residenze sanitarie assistenziali per anziani, soprattutto quelle affette da demenza o Alzheimer, continuino ad essere private della presenza dei familiari e lasciate in totale solitudine", hanno sottolineato i segretari Federica Trapletti, Emilio Didonè e Serena Bontempelli.

"È dimostrato che tanti anziani muoiono per solitudine e abbandono", hanno proseguito.

"Anche con gli ultimi provvedimenti, così come per tutti quelli emanati durante la pandemia, regione Lombardia continua a scaricare responsabilità, dando carta bianca alle direzioni sanitarie delle strutture residenziali Rsa e Rsd per quanto riguarda l'accesso dei parenti, in particolare del familiare principale, che continuano ad essere esclusi dalla visita, dalla cura e all'accompagnamento del proprio caro", hanno evidenziato dai sindacati, rimarcando che "per impedire mesi di isolamento forzato agli ospiti anziani, senza possibilità di incontrare e soprattutto abbracciare i propri cari, si poteva e si può fare di più".
 
"Basta con lo scarica barile, servono indicazioni chiare a tutte le Rsa, che vanno riadeguate, a partire dalla sicurezza, perché sia possibile ristabilire al più presto le visite dei familiari, con la possibilità anche di videochiamate. Il contatto con l'esterno, i familiari, i volontari è vitale per le persone avanti negli anni: è dimostrato che ne va della loro salute psichica e fisica. Occorrono discontinuità e un forte cambiamento di passo. Una situazione straordinaria - hanno concluso le sigle - si affronta con provvedimenti straordinari anche nelle Rsa”.

Al loro appello si è unita anche Silvia Roggiani, segretario metropolitano del Pd milanese. "Regione Lombardia sostenga le Rsa per realizzare degli spazi dove gli ospiti possano abbracciarsi con i loro cari. La solitudine e l'isolamento possono avere effetti devastanti, mentre - ha commentato - la vicinanza degli affetti può essere un modo determinante per migliorare le condizioni di salute non solo psicologiche ma anche fisiche delle persone più fragili e anziane". 

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