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Domenica, 25 Settembre 2022
La denuncia

Sondrio, l'attività del Garante dei detenuti tra ostruzionismo e scarsa collaborazione

Nella sua relazione annuale Orit Liss denuncia le difficoltà legate alla scarsa disponibilità nei suoi confronti da parte della direzione del carcere di Sondrio e dell'amministrazione comunale

Un'attività già di per sé delicata, quella del garante dei detenuti, resa ancora più difficile a Sondrio dall'ostruzionismo della direzione della Casa circondariale del capoluogo e dalla scarsa collaborazione dell'amministrazione comunale di Palazzo Pretorio.

Così, almeno, denuncia nella sua relazione annuale, Orit Liss, Garante delle persone private delle libertà personali di Sondrio: "Nel corso dell’anno 2021, l’attività di Garante ha incontrato un sostanziale ostruzionismo da parte della direzione che non ha permesso l’osservazione oggettiva delle condizioni di detenzione all’interno della Casa Circondariale di Sondrio, precludendo la libera circolazione all’interno dell’Istituto, circolazione peraltro garantita ad altri soggetti esterni. - questa la denuncia di Orit Liss - A nulla è servito rivolgersi al Provveditore Regionale affinché si operasse per la corretta applicazione dell’Art. 67 della legge sull’ordinamento penitenziario che attribuisce ai “garanti dei diritti dei detenuti comunque denominati” il diritto di visita senza autorizzazione. Tale situazione è stata chiaramente riportata dal Garante nella riunione della competente commissione in data 14 marzo 2022, alla quale il Garante stesso ha chiesto di partecipare per sollecitare l’intervento del Comune di Sondrio a sostegno della propria azione". 

Scarsa collaborazione

"Nonostante le rassicurazioni ottenute in commissione, scarsi sono stati gli sforzi dall’amministrazione comunale, che pare non comprendere appieno la gravità della questione, al punto che, ad oggi, le informazioni più volte sollecitate relative ai servizi e alle risorse messe a disposizione per il reinserimento dei detenuti non sono state fornite, se non in maniera estremamente frammentaria. - continua Orit Liss - Si sottolinea con fermezza il fatto che se il Garante non può liberamente accedere ed osservare le condizioni di detenzione, come garantito dalla legge, ma deve sottostare a regole e soprattutto tempi imposti dalla direzione, non ha la possibilità di sviluppare un’opinione oggettiva, vanificando così gli sforzi effettuati e il senso stesso dell’esistenza di tale figura di garanzia. A titolo esemplificativo, tale limitazione non permette l’oggettiva valutazione del rispetto dei diritti garantiti dall’art. 7 della legge sull’ordinamento penitenziario. A poco servono inoltre le rassicurazioni offerte dalla Direzione nella lettera del 2 maggio scorso in particolare perché, in contrasto con quanto esposto, al Garante è sempre richiesto di anticipare le proprie visite con una comunicazione e perché, mentre al Garante è sempre imposto l’accompagnamento da parte del personale della Polizia Penitenziaria, ad altri soggetti non viene riservato tale trattamento".

Le iniziative

"Detta risposta, peraltro, non fa alcun cenno alle problematiche di oggettività sollevate e ai dubbi esposti nella nota del 18 marzo, ma si limita ad elencare una serie di interventi effettuati dei quali l’amministrazione comunale è già a conoscenza. Infine, per completezza di trattazione, il Garante non contesta l’accompagnamento da parte del personale per motivi di sicurezza, ma la imposta limitazione nella tempistica, che fa pensare alla necessità di sottrarre elementi alla sua osservazione, fatto che si scontra con il principio del rispetto dei reciproci ruoli, giustamente citato nella risposta della direzione".

Proprio viste le situazioni evidenziate, Orit Liss vuole intraprendere alcune ben precise iniziative: "In considerazione di quanto esposto, il garante intraprende le seguenti iniziative: - conclude il Garante dei diritti dei detenuti di Sondrio - chiede formalmente di poter prendere visione del regolamento di Istituto al quale non ha mai avuto accesso; redige un semplice elenco delle figure coinvolte nel sistema carcerario, con le loro funzioni e recapiti, con l’intento di rendere facilmente reperibili informazioni che potrebbero essere utili ai detenuti, alle loro famiglie e al pubblico; chiede l’intervento del signor Ministro per fare chiarezza sui punti esposti". 

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