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Mercoledì, 28 Febbraio 2024
Le ragioni dell'iniziativa

Manifesti anti-gender a Sondrio: "La nostra è una battaglia di civiltà"

Le puntualizzazioni di ProVita&Famiglia, autrice delle discusse affissioni, che non risparmia nemmeno un attacco nei confronti della Cgil

In attesa che arrivi una risposta (sarà scritta) all'interrogazione urgente presentata dal Partito Democratico sulla questione dei manifesti anti-gender apparsi in città, posizione che pare comunque essere stata ampiamente anticipata da quanto affermato dai gruppi di maggioranza a palazzo Pretorio, arrivano le parole di Luca Arzeni, referente del Circolo territoriale della Lombardia di Pro Vita & famiglia onlus, l'associazione autrice dei manifesti e delle relative affissioni, che cerca di spiegare il senso dell'iniziativa, ma non solo, visto che non manca un attacco alla Cgil che aveva chiesto la rimozione dei manifesti stessi, così come aveva fatto anche un gruppo di cittadini che ha organizzato una raccolta firme.

"La Cgil vuole censurarci e tapparci la bocca solo perché affermiamo la verità biologica e la pensiamo diversamente dalla cultura dominante e mainstream. Ecco perché ha chiesto vergognosamente la rimozione dei nostri manifesti a Sondrio, in particolare quelli con il messaggio “Stop gender nelle scuole. Basta confondere l’identità sessuale dei bambini” e altre affissioni che affermano che “una mamma è una mamma, un papà è un papà, un bambino è un bambino, una bambina è una bambina, la biologia è biologia” - ha sottolineato Arzeni -. Cosa c’è di discriminatorio o offensivo in tutto questo? Assolutamente nulla! Anzi è una battaglia di civiltà per difendere la libertà educativa dei genitori e tutelare i nostri figli e nipoti dai pericoli del gender nelle scuole".

"Ma evidentemente la CGIL ha un’anima anti democratica. Ringraziamo i rappresentanti politici locali di Fratelli d’Italia, Forza Italia, Lega, Popolari Retici, Sondrio Viva e Sondrio Liberale per aver difeso le nostre affissioni e denunciato che la presa di posizione della CGIL “aggredisce la diversità”. Ci aspettiamo che il Comune di Sondrio guidato dal sindaco Marco Scaramellini, politicamente indipendente ma appoggiato dalle forze di centrodestra - ha concluso Arzeni - rifiuti la richiesta di rimozione dei nostri manifesti e intanto non ci fermeremo nonostante queste critiche e minacce, tant’è che già da oggi in altre città d’Italia e in particolare a Milano hanno iniziato a circolare dei camion-vela con altre affissioni in difesa della libertà educativa e contro il gender e la pericolosa e illegale carriera alias nelle scuole". 

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