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Domenica, 3 Luglio 2022
Iniziativa popolare

Sondrio domani scende in piazza per la pace

La manifestazione si terrà alle 11 in piazzale Bertacchi ed è organizzata dal gruppo di cittadini riunitosi sotto il nome di "Per Sondrio contro la guerra"

Appuntamento domani alle 11 in piazzale Bertacchi (nell'area a sud del monumento) per la manifestazione "In piazza per la pace", organizzata dal gruppo di cittadini "Per Sondrio contro la guerra". L'iniziativa prevede breve comunicazioni ai partecipanti alternate da momenti musicali con la diffusione di brani della tradizione pacifista e anti-militarista.

Sarà al centro della manifestazione, la valutazione del discorso con il quale giovedì 19 maggio il presidente del consiglio Draghi ha precisato in Parlamento la posizione del governo dopo il recente viaggio negli Stati Uniti e i colloqui con Biden. Il passaggio parlamentare è avvenuto in un momento in cui cresce l'opposizione nel Paese all'invio di armi e ciò si è tradotto in una dialettica interna alla maggioranza. Nel corso dell'iniziativa, oltre ad un aggiornamento alla luce delle dichiarazioni del governo, verranno ribadite le posizioni del gruppo "Cittadini/e per SONDRIO CONTRO LA GUERRA" e cioè, in sintesi, la richiesta di cessazione dell'invio di armi come primo segnale distensivo propedeutico ad una ripresa delle trattative, obiettivo che deve divenire centrale non solo nelle dichiarazioni ufficiali, ma nei fatti.  La guerra deve finire al più presto. Oltre al già drammatico costo in vite umane, sofferenze e distruzioni, occorre scongiurare la catastrofe umanitaria, ambientale e sociale che sarà ineluttabile, se il conflitto dovesse proseguire.

"Dopo l’aggressione russa del 24 febbraio abbiamo partecipato alle varie iniziative contro la guerra come esponenti del mondo delle associazioni, del sindacato e della politica o come semplici cittadini/e. A due mesi e mezzo dalla brutale aggressione russa siamo profondamente preoccupati per la situazione che si è determinata. - spiegano i componenti del gruppo - La guerra, che già ha causato morte e distruzione, è entrata in una fase pericolosissima che potrebbe portare ad un suo allargamento con il rischio della terza guerra mondiale e dell’apocalisse nucleare. Da un conflitto che mirava a difendere l’Ucraina dall’invasione siamo passati ad un secondo tempo nel quale l’obiettivo dell’amministrazione americana e della NATO  è quello di impegnare la Federazione russa in un lungo ed estenuante conflitto di logoramento. L’escalation è nelle parole e nei fatti con un massiccio invio di armi e lo stallo delle trattative. Stante la situazione, avvertiamo l’urgenza di un rinnovato impegno per la pace. Porre fine al conflitto è importante anche per ridare spazio a temi che la guerra ha messo in una zona d’ombra come il cambiamento climatico, la crisi sanitaria, la povertà. Invece di investire su queste emergenze, risorse cospicue vengono oggi dirottate nel riarmo, come dimostra anche nel nostro paese l’innalzamento delle spese militari".

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