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La cerimonia ufficiale

"Il 2 giugno rafforzi il senso di comunità e delle istituzioni"

Cerimonia della Festa della Repubblica anche a Sondrio con il toccante ricordo dei tre finanzieri morti in Val Masino pochi giorni fa

Anche a Sondrio è stata celebrata oggi la Festa della Repubblica con un momento ufficiale a cui hanno preso parte i rappresentanti delle istituzioni, con in testa il Prefetto Roberto Bolognesi, i sindaci di varie località della provincia (ringraziati dallo stesso Bolognesi per aver percorso molti chilometri per essere presenti e rafforzare così il senso di comunità), l'assessore regionale Massimo Sertori, il vice presidente della Provincia Alan Vaninetti, gli esponenti delle forze armate e delle associazioni combattentistiche e della Croce Rossa.

Vari i momenti in cui si è snodata la cerimonia, tra la deposizione della corona di fiori in ricordo dei caduti delle guerre, fino all'alzabandiera, gesto compiuto da due componenti dell'associazione nazionale Alpini, dopo che il tricolore era stato consegnato loro da due giovani studenti sondriesi.

Il prefetto facendo un piccola ma significativa deviazione dal protocollo, ha ritenuto di interpretare il sentimento della comunità provinciale e ha ricordato i tre militari della Guardia di Finanza recentemente scomparsi durante una esercitazione sulle montagne valtellinesi, rinnovando sentimenti di vicinanza al Comando Provinciale della Guardia di Finanza ed esprimendo partecipazione al profondo dolore dei familiari dei finanzieri scomparsi i cui nomi sono stati enunciati e a cui è seguito un silenzioso raccoglimento. Il Prefetto ha anche ringraziato tutti i cittadini interventi e le numerose Autorità presenti provenienti anche da zone lontane del territorio.

La deposizione della corona in ricordo dei caduti

Marco Scaramellini e Alan Vaninetti

Il prefetto Bolognesi ricorda i tre finanzieri morti in Val Masino

I bambini portano il tricolore per l'alzabandiera

Il messaggio di Mattarella

Ecco, infine, il messaggio completo del presidente della Repubblica Sergio Mattarella letto a Sondrio dal prefetto Roberto Bolognesi.

"Cari Prefetti,

rivolgo il mio saluto a quanti ricoprono pubblici uffici, alle comunità locali, alle espressioni della società che, nei diversi territori, celebrano la Festa Nazionale del 2 giugno.

Nel 1946 la scelta del popolo italiano per la Repubblica scrisse una pagina decisiva di democrazia e pose le basi per un rinnovato patto sociale, che avrebbe trovato compiuta articolazione nella Carta costituzionale.

Un esito al quale si giunse dopo i tragici eventi bellici e la lotta di Liberazione dal nazifascismo, costellata da molteplici episodi di eroismo, da eccidi efferati, di cui nel corso di quest’anno, con commossa partecipazione, viene commemorato l’ottantesimo anniversario in numerose località.

Fare memoria del lascito ideale di quegli avvenimenti fondativi è dovere civico e preziosa opportunità per riflettere insieme sulle ragioni che animano la vita della nostra collettività, inserita oggi nella più ampia comunità dell’Unione Europea cui abbiamo deciso di dar vita con gli altri popoli liberi del continente e di cui consacreremo, tra pochi giorni, con l’elezione del Parlamento Europeo, la sovranità.

Fare memoria è un esercizio proprio a ogni cittadino e soprattutto per quanti, esercitando pubbliche funzioni, trovano nei principi costituzionali di libertà, uguaglianza e solidarietà una bussola di sicuro orientamento di fronte alle complesse sfide del presente.

I Prefetti, in particolare, sono chiamati nei territori provinciali a essere, ogni giorno, perno di unità e di coesione sociale, incarnando, nei delicati ambiti affidati, la missione di instancabili “operatori della Costituzione”, adoperandosi per il bene comune.

È un’azione che, insieme alle altre Istituzioni e alle diverse espressioni della società civile, i Prefetti svolgono nella ricerca dell’interesse generale e per rinvenire adeguate soluzioni ai problemi delle comunità, in una fase resa ancor più ardua dall’aspro contesto internazionale.

Dagli spazi di mediazione per la tutela dell’occupazione e per il superamento dei conflitti sociali, alla cura, con le amministrazioni locali, delle fasce più deboli della popolazione, a percorsi efficaci di accoglienza e di integrazione dei migranti, si tratta di un lavoro prezioso a favore dell’unità del Paese e della sua coesione.

Vale per la tutela delle libertà dei cittadini nello svolgersi della vita quotidiana, per lo sviluppo di efficaci cornici di sicurezza per territori sempre più sicuri e vivibili. Vale per la garanzia dell’esercizio del diritto di riunione e manifestazione. 

Con il contrasto alle spinte criminali, alla violenza e alla disgregazione, con la promozione, in particolare tra le giovani generazioni, della diffusione dei valori del rispetto della persona e del dialogo tra le distinte posizioni politiche, sociali, culturali, religiose, si affermano importanti testimonianze di devozione alla Repubblica e di senso dello Stato.

Quando vengono tessute proficue sinergie tra le Istituzioni locali e favoriti percorsi di raccordo tra il centro e i territori, quando - come avvenuto anche nei mesi scorsi - insieme vengono affrontati gli eventi emergenziali, quando gli enti locali sono sostenuti nel superamento dei momenti di crisi amministrativa e finanziaria, viene rinsaldata l’unità dell’edificio democratico, valorizzando il principio di autonomia nell’orizzonte della solidarietà. 

Nel rinnovare i sentimenti di gratitudine della Repubblica per l’opera prestata, rinnovo ai Prefetti e a tutti coloro che si adoperano per il bene della collettività gli auguri di buon lavoro e di buona Festa, nell’auspicio che la ricorrenza del 2 giugno rafforzi la consapevolezza e l’orgoglio della partecipazione, prerogativa di ciascun cittadino».

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