L'attacco di Sondrio Civica: «Solo i tifosi hanno cercato di salvare il Sondrio Calcio. Ora un nuovo ciclo»

La lista civica di minoranza: «Negli scorsi mesi abbiamo portato il tema all’attenzione del consiglio comunale, abbiamo lanciato la proposta di una raccolta fondi e gli unici che ci hanno contattato sono i tifosi del Grupp Sasèla»

Continua a far discutere il futuro del Sondrio Calcio. A pochi giorni dall'annuncio ufficiale della rinuncia alla partecipazione alla Serie D 2020/2021 che di fatto ha decretato la fine della più glorioso società calcistica della provincia di Sondrio (leggi qui) ecco alzarsi un coro di critiche. Tra i primi ad esprimere il proprio rammarico i consiglieri comunali di minoranza Luca Zambon, Simone Del Marco e Andrea Zoia, eletti tra le fila della lista Sondrio Civica.

«Leggiamo in questi giorni di “tentativi per salvare il salvabile”, collaborazioni bizzarre per creare due società che poi sono una ma in realtà sono due, persone che tornano in campo dopo aver mollato. Ci chiediamo se le “soluzioni” non siano peggio del problema che è stato creato dalle decisioni della società Sondrio Calcio. Non c’è più nulla da salvare. L’unico aspetto che poteva veramente fare la differenza era mantenere la categoria, categoria guadagnata sul campo, categoria che spingeva tutto lo sport provinciale verso una crescita esponenziale. Categoria che nessuno ha voluto salvare. Abbiamo portato il tema all’attenzione del consiglio comunale, abbiamo lanciato la proposta di una raccolta fondi e gli unici che ci hanno contattato sono i tifosi del Grupp Sasèla, nessuno, tifosi a parte, aveva interesse nel salvare il movimento calcistico valtellinese» hanno commentato da Sondrio Civica.

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Qualcosa di nuovo

«Ora si parla di salvare la storia, come se la storia si potesse cancellare con una mancata iscrizione a un campionato, come se 88 anni di storia culminati con la conquista della quarta serie italiana, domani non esistessero più. La sensazione è che si sta cercando di cancellare quello che non è stato fatto, quello che andava fatto, con soluzioni che non servono a niente. La società non esiste più, la categoria non esiste più, la storia, il calcio, lo sport esistono ancora, non moriranno mai. Fermiamoci. Sediamoci intorno a un tavolo, creiamo qualcosa di nuovo, di fresco, guidato dalla passione e dalla voglia di fare sport, aggregazione, associazionismo. Promuoviamo tutti insieme un nuovo ciclo, un ciclo che nasce oggi, fatto di persone che la storia non hanno bisogno di salvarla, che la storia non la dimenticano» hanno concluso Zambon, Del Marco e Zoia.

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