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Martedì, 9 Agosto 2022
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Sanità, i sindaci dell'Alta Valle "vogliono la testa" di Saporito

Per i primi cittadini del Bormiese "si è superato ogni limite". La goccia che ha 'fatto traboccare il vaso' la parziale chiusura dell’Unità Complessa di Chirurgia Vascolare di Sondalo: "la Regione sollevi dall’incarico il dg di ASST Valtellina e Alto Lario"

La classica goccia che fa traboccare il vaso. La notizia, rilanciata pubblicamente per primo dal presidente del movimento popolare “Rinascita Morelli Autonomo”, Ezio Trabucchi, circa l'apertura per sole 8 ore dell’attività di emergenza-urgenza della chirurgia vascolare del Morelli di Sondalo, ha mandato su tutte le furie i sindaci del Bormiese.

"Dopo le nostre preoccupazioni circa la drammatica situazione sanitaria della Provincia di Sondrio, esternate nella giornata di ieri, oggi prendiamo atto di come non ci sia fine al peggio. L’ultima notizia, giunta oggi sempre in via ufficiosa, e' relativa all’Unita' Complessa di Chirurgia Vascolare di Sondalo, che vedrà, a partire dal 1° agosto , la sua attività ridotta all’osso con la sola gestione delle urgenze dal lunedì al venerdì dalle ore 8 alle ore 16, dopo tale orario e nelle giornate di sabato e domenica i pazienti verranno trasferiti presso l’Ospedale Manzoni di Lecco, oppure presso l’Ospedale S. Gerardo di Monza".

La motivazione e' un’altra volta legata alla grave carenza di medici specialisti. "Possibile che il direttore generale di ASST Valtellina e Alto Lario, ben conscio di queste difficoltà, non si sia attivato per tempo, cercando in tutti i modi di evitare questa ulteriore drammatica riduzione dei servizi? All’alba del 29 luglio scopriamo che tra 2 giorni il servizio sarà pressoché inesistente, come se ci fosse un orario prestabilito per sentirsi male!", sottolineano con rabbia i primi cittadini dell'Alta Valle.

"Superato il limite"

"Se si considera tutta la riorganizzazione dell’attività ospedaliera della Provincia di Sondrio, attivata in queste ultime settimane, si puo' senza dubbio trarre la conclusione che abbiamo superato ogni limite. I nostri cittadini hanno diritti pari a quelli che vivono nelle grandi città e che verosimilmente sentono il problema della carenza di medici in misura nettamente inferiore rispetto a noi. Una dirigenza attenta e accorta dovrebbe fare di tutto pur di evitare disagi di questo tipo, disagi che purtroppo stanno toccando con mano tutti i cittadini della Provincia, invece, ogni giorno assistiamo a mere prese d’atto della carenza di personale e quindi a chiusure dei servizi, apparentemente definite “temporanee” ma che poi, alla prova dei fatti, rischiano di rivelarsi definitive, senza alcuna alternativa, se non comunicare la chiusura dei servizi e il trasferimento dei pazienti fuori Provincia", continuano Ilaria Peraldini, Alessandro Pedrini, Silvia Cavazzi, Luca Bellotti, Massimiliano Trabucchi e Remo Galli.

"Sollevare dall'incarico Saporito"

I sindaci sono decisi. "Alla luce di questa inaccettabile situazione, chiediamo che Regione Lombardia sollevi dall’incarico il direttore generale di ASST Valtellina e Alto Lario, dott. Tommaso Saporito, perché sebbene il problema dei medici sia assolutamente reale in tutto il Paese, crediamo che alla dirigenza di un’ASST debba esserci una persona con visione, che creda nella valorizzazione dei suoi ospedali, al solo fine di garantire servizi adeguati ai cittadini. Al contempo chiediamo a Regione Lombardia di intervenire tempestivamente, perché questa situazione non puo? essere procrastinata appellandosi unicamente alla carenza di medici. I sindaci e i cittadini non tollerano piu' scelte politiche e gestionali che hanno di fatto distrutto la sanità provinciale".

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