Giovedì, 21 Ottobre 2021
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«Impossibile ristrutturare il sesto padiglione del Morelli in tempi ragionevoli per i malati covid»

Le parole dell'assessore regionale Massimo Sertori sulla possibilità di ripristinare i padiglioni 6 e 7 dell'ospedale di Sondalo. Le foto dei piani ristrutturati

I padiglioni 6 e 7 dell'ospedale Morelli di Sondalo non sono adeguati per ospitare i malati di coronavirus. A ribadirlo è l'assessore regionale Massimo Sertori intervistato dal giornalista Paolo Croce dell'emittente televisiva locale Tele Sondrio News. Parole chiare con cui il politico di Ponte in Valtellina ha voluto rispondere ai tanti, “Comitato a difesa della sanità di montagna - Io sto con il Morelli” e sindaci del Bormiese in primis, che chiedevano il rispristino dei due padiglioni per accogliere i positivi al covid e permettere al Morelli di continuarere a svolgere le proprie funzioni ospedaliere negli altri edifici.

«Il sesto e settimo padiglione non sono utilizzabili nel senso che sono fatiscenti, ed è questa una condizione che deriva dagli anni passati. A parte due piani del sesto padiglione, quelli dedicati agli atleti parolimpici (leggi qui), che possono eventualmente essere utilizzati per i malati post traumatici del covid, per un totale di 40 posti, non sono stati aperti perché non c’è il personale per poter assistere queste eventuali 40 persone. Tutti gli altri piani sono fatiscenti nel senso che non c’è il riscaldamento, non c’è l’impianto elettrico, bisogna fare degli interventi di tipo civile» ha spiegato Sertori.

I piani già ristrutturati

«Qualcuno dice: “Noi l’avevamo detto già mesi fa che bisognava intervenire!”. Per mettere a posto il sesto padiglione ci volevano alcuni milioni di euro e, se anche ci impegnassimo per trovarli, i tempi della pubblica amministrazione non permetterebbero di concludere i lavori in brevissimo tempo. Questa cosa non è fattibile al di là ella volontà di chiunque» ha sentenziato il leghista.

I piani fatiscenti

Il declino del Morelli

«Voglio ricordare che il Morelli, come riconosciuto da tutti, ha un suo declino da vent’anni. Questa è una problematica per cui bisogna trovare delle soluzioni per arginare e fermare declino. Se la soluzione proposta nn è condivisa (il famoso piano del Politecnico di Milano) benissimo, sediamoci attorno ad un tavolo e troviamo altre soluzioni. Per trovare altre soluzioni bisogna però parlare, confrontarsi» ha ricordato il politico facendo riferimento alla scelta dei sindaci dell'Alta Valle di non confrontarsi con Regione Lombardia sulla riorganizzazione della sanità provinciale fintanto che non verranno ripristinate le alte specialità chirurgiche al Morelli. 

«Quello che sto cercando di fare in tutti i modi è che i rappresentanti istituzionali si possano confrontare con la Regione, magari partendo da posizioni diverse ma con l'obbiettivo di giungere una sintesi: per fare ciò bisogna parlarsi. Ripeto e ribadisco che mai nessuno ha pensato o scritto di chiudere l’ospedale Morelli. Possono esserci diversità di opinioni su come lo vogliamo rilanciare, benissimo sediamoci e discutiamone, ma nessun ha mai pensato di chiudere il Morelli. Questo deve esser chiaro a tutti» ha concluso Sertori.

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